Categorie: Libri ed editoria

libri_saggi | Riviste d’arte d’avanguardia | (sylvestre bonnard 2005)

di - 30 Novembre 2005

Qual è l’ambiente entro e contro cui nascono e muoiono le riviste d’arte della neo-avanguardia e cosa s’intende per esoeditoria?
Gli anni Sessanta, ancor prima dei fatti del ’68, sono caratterizzati da un forte senso di antagonismo politico che si riverbera, ma anche si alimenta, nel mondo culturale e artistico. L’industria editoriale, allora come oggi, è condizionata da ingombranti gruppi imprenditoriali e agli artisti, ancora fuori dal sistema commerciale, non rimane che la via dell’autoproduzione. L’esoeditoria –il suffisso greco eso come “fuori, esterno”– caratterizza tutto quanto sta al di fuori dell’editoria convenzionale. Il termine fu usato nella prima mostra (Rassegna dell’Esoeditoria Italiana, Trento, Pro Cultura, 1971) che questa editoria mise in luce e da allora è entrato nell’uso corrente.

Quali erano le forme, le caratteristiche e le modalità?
Le difficoltà economiche, la mancanza di un’attrezzatura professionale, ma anche la poetica del momento, determinano la struttura e la forma delle riviste, povere nei materiali, spesso mal stampate, destinate a una vita caduca, ma portatrici di un forte messaggio artistico, solidamente ancorato all’ambiente politico.

Le riviste di cui si parla nel libro scritto con Patrizio Paterlini sono quasi sempre portatrici di un approccio militante alla “critica”. Esiste ancora una critica di quel genere? L’elemento più evidente mi pare talora lo spostamento dalla sovversione frontale a quella virale…
Non solo un approccio militante alla “critica”, ma un più ampio lavoro propriamente “artistico”. Le riviste di cui ci siamo occupati, tralasciando quelle più genericamente informative o gestite dalla figura professionale del critico d’arte, sono spesso autentici lavori d’arte che della rivista assumono le sole caratteristiche di forma e periodicità. L’artista, che è artefice, rivendica a sé ogni ruolo, anche quello del critico, intervenendo spesso animosamente nel dibattito culturale. Nulla di simile mi sembra oggi presente, l’artista del nuovo secolo bada al mantenimento delle proprie posizioni sociali, a conservare il proprio status senza troppo dare fastidio al sistema dell’arte, se non con una reale, o presunta tale, provocazione affidata alla sua propria opera e non all’intervento critico-teorico.

Com’è cambiato allora il rapporto fra critica e informazione? Il minor costo economico della diffusione delle notizie (penso al web innanzitutto) come ha influito?
La critica, come dicevo, mi sembra saldamente in mano ai critici; la possibilità di utilizzare media diversi, più diretti ed economici, diminuisce  naturalmente la selettività. Tutti noi abbiamo facilmente accesso al dibattito con conseguente scadimento della qualità. Questo non è ovviamento un difetto del mezzo, ma un limite di chi il mezzo utilizza. L’informazione artistica nel web mi sembra avere, specie nelle sue forme più strutturate, fantastiche opportunità ancora poco sfruttate. Eccellenti lavori ci sono, per qualità di scrittura, profondità di analisi, ricchezza iconografica. Un ottimo esempio sta qui sotto i vostri occhi.

Nel libro si parla delle riviste d’artista. Un fenomeno che si è allentato, a parte qualche rara eccezione (Permanent Food e anche a numeri unici come Teufel). Qual è la ragione di questo disinteresse? E’ legato soltanto all'”individualismo” degli artisti contemporanei?
Nel libro si parla quasi solo di riviste d’artista, un fenomeno antico che risale alle avanguardie storiche e che oggi trova occasioni e modalità diverse. Si camuffano sotto forma di bollettini di galleria, hanno sembianze di fogli di comunicazione artistica, si nascondono nelle pieghe del web. A ben guardare sono solo l’espressione aggiornata di quel che è sempre stato: lussurioso, patinato e multilingue se lo fa un divo come Cattelan, povero e autoprodotto se è espressione di giovani che stanno crescendo. C’è dietro comunque lo stesso bisogno di sovvertire le regole che è proprio dell’arte.


intervista a cura marco enrico giacomelli


Giorgio Maffei / Patrizio Paterlini – Riviste d’arte d’avanguardia. Gli anni Sessanta/Settanta in Italia
Sylvestre Bonnard, Milano, 2005
ISBN 88-86842-97-X
Pagg. 173, ill. a colori, € 36
Info: Largo Treves, 5 – 20121 Milano; tel. +39 0229002659; fax +39 026599162; info@edizionibonnard.it; www.edizionibonnard.it


[exibart]

Articoli recenti

  • Musei

Il Victoria and Albert Museum di Londra acquista il primo video caricato su YouTube

Un pezzo di storia digitale entra a far parte di una delle collezioni più prestigiose al mondo: il V&A Museum…

18 Febbraio 2026 17:22
  • Arte contemporanea

Alchimiste a confronto con le Cariatidi: l’installazione monumentale di Kiefer a Palazzo Reale di Milano è un affondo nella Storia

Alla Sala delle Cariatidi, tra le ferite ancora visibili del 1943, Anselm Kiefer torna a Milano con un’installazione monumentale dedicata…

18 Febbraio 2026 17:21
  • Progetti e iniziative

Torino, da Flashback Habitat quattro talk su arte, critica e mercato

Flashback Habitat a Torino ospita REARVIEWMIRROR, quattro talk per capire come stanno cambiando le cose in un sistema dell'arte sempre…

18 Febbraio 2026 15:47
  • Arte contemporanea

A Roma due mostre riportano alla luce l’arte appartata di Antonio Scordia

Due mostre romane riportano alla luce l’opera appartata e rigorosa di un maestro del secondo Novecento: dall’antologica a Villa Torlonia…

18 Febbraio 2026 12:30
  • Mercato

Lucile Best: il lusso all’asta cambia le regole del gioco

Intervista alla nuova Head of Fashion & Luxury Accessories di Artcurial: tra borse da record, trend e format online, sempre…

18 Febbraio 2026 12:04
  • Progetti e iniziative

Gastone Biggi e gli Spagnoli: doppio sguardo sul contemporaneo a Parma

Alla Fondazione Monteparma, 230 opere su carta celebrano il centenario di Gastone Biggi, accanto alla sorprendente storia d'arte di Stefano…

18 Febbraio 2026 11:58