Categorie: Libri ed editoria

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di - 18 Ottobre 2018
Ventuno guide d’artista alla scoperta del territorio italiano: una collana edita da GalLibreria Centro Di di Firenze, nata da un’idea di Ginevra Marchi e Giacomo Zaganelli, per raccontare il Belpaese da un inedito punto di vista. Un progetto articolato, che promette visioni originali e nuovi racconti delle nostre regioni affidati a giovani artisti che vivono quotidianamente la loro terra. I volumi, curati dallo stesso Zaganelli assieme ad Alberto Salvadori, saranno a tiratura limitata, con un’uscita a cadenza semestrale, e promettono di porsi come un utile strumento “per rileggere il territorio italiano come fonte infinita di ispirazione”. E in effetti – pensiero facile! – chi meglio di un artista può raccontare il paesaggio nella sua bellezza e nelle sue differenze? E sarà poi una coincidenza che questo progetto parta da Firenze, la città dove il rapporto uomo-cultura-paesaggio si è concretizzato precocemente in una delle forme più articolate e pregiate della storia occidentale? E Giacomo Zaganelli, la cui ricerca artistica si basa proprio sull’indagine del viaggio e sulla (ri)scoperta del territorio, torna a confrontarsi in terra natia con il tema del turismo, reduce del successo del progetto “Superfcially” presentato al MOCA di Taipei lo scorso gennaio.
XXI.Guide d’artista è un progetto ambizioso e articolato, che durerà circa dieci anni nella sua totale pubblicazione. Come si combina questo con la tua ricerca?
«Ho incontrato Ginevra un anno e mezzo fa, a grandi linee. Le ho mostrato la mia Mappa dell’Abbandono, e di lì è partito il nostro dialogo e questo progetto che si è allargato a tutta l’Italia, coinvolgendo anche altri artisti. Ogni regione è stata raccontata da un artista attraverso il proprio lavoro e le proprie ricerche. Saranno pubblicati due volumi per anno, fino appunto a coprire l’intero territorio nazionale».
Vecchio mercato dei fiori di Leonardo Savioli Pescia costruzione 1951 dismissione 1988
Nel tuo testo parli dell’esperienza che hai fatto in Germania, di come la tua vita berlinese abbia rovesciato la visione che avevi della tua Toscana, invitandoti a riscoprila come una terra nuova, fatta di luoghi industriali in disuso e beni culturali abbandonati, ma proprio per questo un posto ricco di potenzialità seppur ancora inespresse.
«La Mappa dell’Abbandono è un progetto che sto seguendo dal 2010, e che continua a crescere sul mio sito. È un database fotografico e georeferenziato di luoghi abbandonati che oggi conta quasi trecentomila visualizzazioni. In ognuno di essi trovo una strana energia, una potenzialità di sviluppo, appunto, che ne aumenta il fascino. Sono partito dai miei luoghi e poi si è allargato a tutto il territorio della Toscana e non solo. Erano gli anni neri della crisi economica. Ha subito mosso interesse, tanto nella stampa che nelle Istituzioni fino a quando, nel novembre del 2015, la Camera del Senato mi ha invitato a raccontarlo promuovendo un’indagine sugli sprechi e gli abbandoni sul nostro territorio partita proprio dalla mia ricerca».
Nei giorni in cui è stata presentata la tua Guida d’Artista, hai anche avuto la notizia che “Grand Tourismo”, la tua mostra nella Sala 56 degli Uffizi è stata prorogata fino alla fine di febbraio. Anche questo un bel successo. Com’è nato questo progetto?
«È stato per me una grande sorpresa. Non capita spesso che il Direttore degli Uffizi ti chiami perché è interessato al tuo lavoro e ti chieda di presentarlo all’interno delle sale della Galleria. Ero ancora a Taipei. Lui ha letto la notizia della mia mostra al MOCA, “Superficially” e ha trovato molto interessante il progetto e l’idea di parlare di un certo turismo, all’interno di uno dei luoghi per antonomasia legato al turismo di massa. È un bell’atto critico, senza voler entrare nelle polemiche, ma che vuole solo far riflettere chi ogni giorno attraversa quelle sale».
Leonardo Regano

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