Categorie: Libri ed editoria

Reading Room | Piero Gilardi. L’uomo e l’artista nel mondo

di - 26 Maggio 2013
Piero Gilardi, dopo più di un decennio di lontananza dalla scena e dopo essere, contestualmente, diventato per anni il singolare ed artistico animatore di manifestazioni del Primo Maggio e di contestazioni di piazza, ritorna sulla scena artistica nel 1981 con la pubblicazione autobiografica del libro Dall’arte alla vita, dalla vita all’arte. Da quel momento, recuperando tutto il percorso estetico, politico e umano delle esperienze transculturali maturate a partire dal ’68, Gilardi entra nel periodo più complesso della propria attività relazionale. L’arte viene intesa, sempre più approfonditamente, come fenomeno decentrato, slacciato assolutamente dalla produzione di oggetti finiti e tendente a porsi come pratica esistenziale all’interno di azioni comuni, quotidiane. Da esperienze maturate sul campo, a contatto e in collaborazione con altre civiltà periferiche rispetto alla realtà globalizzata, dal Barrio San Judas di Managua (1982), alla riserva indiana Mohawk di Akwesasne (1983) e alla tribù di Barsaloy in Kenia (1985), l’autore ha saputo mutuare un elemento rituale da accostare al modello drammaturgico della fiaba. La narrazione dell’opera viene, in questo senso, realmente vissuta e integralmente agita attraverso l’espediente del gioco. Verifiche delle ipotesi sulla creatività collettiva maturate negli Anni Settanta, le ultime esperienze legate a questi processi di acquisizione di consapevolezza sono state recentemente esposte al PAV (Parco di Arte Vivente), di cui l’artista è ideatore iniziale e attuale direttore artistico.

Nell’occasione di questa mostra, Recent works 2008 – 2013, l’editore PRINP pubblica un agile ed esaustivo volume, a cura di Claudio Cravero, con una prefazione dello stesso artista e con un intervento di Orietta Brombin, responsabile delle attività educative del PAV.
Elaborazioni concettuali della Bioarte, le opere presentate nel catalogo sviluppano tematiche cognitive e simboliche strettamente legate all’arte del vivente e si caratterizzano attraverso il medium ormai consueto per l’artista: l’installazione tecnologica interattiva. Non insistendo direttamente sull’organico, su sistemi biologici e processi naturali, possono essere intese come perorazioni retoriche formative, ripetizioni creative, variazioni sistematiche su temi già collaudati.
Ispirata al ritrovamento, nel 2004, di un fossile marino così denominato dagli Inuit, Tiktaalik è un’installazione realizzata in collaborazione con Ennio Bertrand. Si sviluppa su un basamento ligneo, attraverso apparati cinetici e informatici e specchi bidirezionali, ed è costituita da un ampio parallelepipedo sul quale sono collocati, simmetricamente, lo scheletro dell’animale fossile e uno spazio per esercitazioni ginniche ad uso del pubblico. L’opera, tramite una superficie riflettente ed un meccanismo interattivo collocati tra i due ambienti, replica il movimento umano nelle strutture del fossile. Nonostante la diversità evolutiva, il tentativo di marcare le interconnessioni tra uomo e animale emerge nel movimento del collo di molti esercizi ginnici, simile alla flessione dell’anfibio per spostarsi dall’acqua alla superficie terrestre.
In Phosphor – opera che richiama rappresentazioni tribali dei nativi americani – lo spettatore, entrando in un albero realizzato in poliuretano espanso con l’apporto di un apparato illuminotecnico e laser, può percepirsi come sostanza luminescente. Intriso di fosforo, elemento che accomuna gli esseri umani agli altri organismi presenti nella biosfera, il pubblico si riscopre parte integrante di un sistema vitale, dinamico e totalizzante.
Piero Gilardi. L’uomo e l’artista nel mondo
Editore: PRINP _ Editoria d’Arte 2.0
Pagine: 64
Data di pubblicazione: Marzo 2013
ISBN 978-88-97677-18-5
Lingua: Italiano, Inglese
Prezzo: 18.00 €

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