Lo scorso dicembre la notizia della sua morte: se n’è andata l’icona del New Journalism – lo riportavano tutti i giornali – di indimenticabili saggi narrativi, di quei testi riconoscibili fin dall’attacco, immagini intessute di parole, forse impossibili da doppiare. Nemmeno a un anno di distanza, l’annuncio della casa d’aste Stair di Hudson: il prossimo autunno, l’incanto An American Icon vedrà sfilare uno dopo l’altro alcuni beni della scrittrice Joan Didion, inclusi la collezione di opere d’arte, i mobili, le decorazioni e i libri custoditi per decenni del suo appartamento newyorkese, nell’Upper East Side.
«Siamo entusiasti di offrire all’asta proprietà della collezione di Joan Didion», rivela alla stampa Colin Stair, Presidente di Stair. «È un onore essere nella casa in cui visse e lavorò una delle più grandi scrittrici americane e curare la vendita delle sue opere d’arte e dei suoi beni personali». La destinazione dei proventi? «Andranno a beneficio della cura dei pazienti e della ricerca sul Parkinson e altri disturbi presso la Columbia University e la Sacramento Historical Society», rivelano dalla maison, «ma anche a favore della borsa di studio del Sacramento City College per le donne in letteratura».
Uno sguardo ai punti salienti della vendita, a partire dai lavori di Richard Diebenkorn, Sam Francis, Brice Marden, Ed Ruscha, Jennifer Bartlett, Vija Celmins e Patti Smith – alcuni erano doni personali degli artisti. C’è una bella selezione di ritratti di Didion ad opera di Brigitte Lacombe, Annie Liebovitz, Mary Ellen Mark e Julian Wasser tra gli highlights di novembre. E poi ancora gli arredi e le decorazioni del suo appartamento, corredati dagli argenti e le porcellane accumulati da Didion e dal marito John Dunne durante i viaggi in giro per il globo.
Non finisce qui. Per la serie “lotti d’eccezione”, a passare sotto il martello di Stair saranno perfino le pentole della scrittrice – e non pentole qualsiasi, s’intende, Joan Didion amava cucinare, sono leggendarie le sue cene a più portate con ospiti illustri come Janis Joplin. «Quando abbiamo cominciato a guardare quel che c’era in casa», spiega Lisa Thomas, l’esperta di Stair che sta curando il catalogo, «ci siamo accorti dei collegamenti tra i suoi scritti, l’arte che collezionava e gli oggetti con cui viveva». Un microcosmo all’incanto, il microcosmo di Joan Didion. Appuntamento al 16 novembre.
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