Categorie: Mercato

Anche Phillips apre le porte agli NFT con un’opera di Mad Dog Jones

di - 6 Aprile 2021

Poco più di un mese fa, Christie’s annunciava la vendita della sua prima opera NFT. Da allora, la crypto art mania sembra non essersi sgonfiata e, anzi, il Beeple da 69,3 milioni ha alimentato un’incredibile battaglia all’ultimo click. C’è chi compra il primo tweet della storia per 2,9 milioni, chi brucia un quadro di Banksy per rivenderlo sulla blockchain al quadruplo del valore, ci sono i lavori NFT di Grimes che finiscono sold out in 20 minuti; e non poteva mancare Damien Hirst, che dà un tocco green a tutta la faccenda e affida le sue opere alla piattaforma Palm. Ed ecco che, dopo l’esordio esplosivo di Christie’s e la coming-soon collaboration di Sotheby’s con Pak, un’altra casa d’aste tradizionale entra nel vortice imprevedibile dell’arte crittografica: Phillips annuncia Replicator, un’opera di Mad Dog Jones che genera nuovi NFT ogni 28 giorni. Sarà messa all’asta sul sito della maison dal 12 al 23 aprile, con una base di partenza di 100 dollari.

«Phillips è lieta di iniziare questo viaggio NFT con un artista digitale così celebrato che ha plasmato e superato la comunità crittografica», dichiara Edward Dolman, amministratore delegato di Phillips. «Replicator è un’opera unica nel suo genere ad apparire all’asta e ridefinisce le aspettative di un’opera d’arte, in quanto traccia un rapporto avvincente tra mezzo e forma. Non vediamo l’ora di portare questo entusiasmante progetto a un nuovo pubblico di Phillips, di vedere le sue iterazioni uniche e il futuro di questo mercato svilupparsi».

L’artista Mad Dog Jones, dal canto suo, descrive il proprio lavoro come il primo NFT multi-generazionale, come “la storia di una macchina nel tempo”. Replicator comprende 7 generazioni di opere d’arte: la prima – l’illustrazione di una fotocopiatrice – è l’NFT che verrà messo all’asta; gli altri NFT, invece, verranno prodotti al ritmo di 1 al mese, «con ogni generazione unica rispetto a quelle precedenti e successive».

Insomma, l’acquirente di quest’opera, alla fine del processo, sarà proprietario di diversi NFT unici. Quanti? Non è dato saperlo perché, proprio come come una fotocopiatrice tradizionale, Replicator potrebbe incepparsi: «Quando una “Jam Artwork” viene prodotta», spiegano da Phillips, «è unica per la sua generazione ma non si replicherà più. Il tasso di inceppamento è compreso tra il 50 e l’80% per le generazioni dalla 2 alla 6, il che serve anche a frenare la crescita esponenziale. Ogni generazione può avere fino a 3 pezzi Jam unici. A causa della varianza statistica è impossibile prevedere il numero esatto. Dopo 1 milione di simulazioni la media è di circa 220 con una probabilità del 99% che le opere d’arte totali generate siano comprese tra 75 e 300, con un tempo medio di 1 anno dall’inizio alla fine».

Se l’offerta iniziale vi stupisce (solo $100 dollari?), ricordiamo subito che anche Everydays di Beeple, un mese fa, era partita dalla stessa cifra, per poi raggiungere la vetta stratosferica di quasi 70 milioni. Proprio come come Beeple, tra l’altro, Mad Dog Jones ha alle spalle un curriculum intessuto di collaborazioni vincenti, con immagini create ad hoc per musicisti come Avicii, Justin Bieber, Eminem e Nicki Minaj; e proprio come Beeple, ancora, Mad Dog Jones è tra gli artisti inclusi in Virtual Niche, la grande mostra d’arte NFT esposta all’UCCA Center for Contemporary Art di Pechino (fino al 4 aprile) e poi a Shanghai (dal 9 all’11 aprile). Se a tutto questo aggiungiamo che Replicator è un produttore in potenza di altri NFT – e, quindi, di ulteriori opere d’arte – la partita si fa ancora più allettante. Un nuovo record in vista? Lo scopriremo il 23 aprile.

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