Prince Gyasi, The art of appreciating little things (2019). Nil Gallery
Si apre oggi un nuovo capitolo per 1-54: la Contemporary African Art Fair inaugura proprio in queste ore nella sede parigina di Christie’s. Ve lo avevamo già annunciato giorni fa, in un articolo che analizzava la resistenza della Francia al lockdown culturale (qui), tra gallerie private che restano aperte e manifestazioni come 1-54 che non mollano la presa. E così, dopo la sospensione dell’evento a Marrakech, la fiera si reinventa e migra a Parigi, organizzando un appuntamento più piccolo, contenuto, con un pubblico contingentato e una collaborazione sempre più stretta con Christie’s. E fa tutto questo in presenza, in piena pandemia, mentre le manifestazioni del mondo intero – da Frieze ad Art Basel a Miart – modificano i propri calendari per scongiurare cancellazioni last-minute. Insomma, l’edizione parigina di 1-54 è un esperimento che non potevamo non guardare con interesse. E chissà che non dia il via ad altre aperture intelligenti, con ingressi ridotti e collaborazioni mirate.
Ed ecco allora, l’evento è iniziato in Avenue Matignon. Da oggi e fino al 23 gennaio, le sale di Christie’s Paris ospiteranno 19 gallerie internazionali e potranno essere raggiunte anche da remoto, con le online viewing rooms e la visualizzazione delle opere sulla piattaforma Artsy (le trovate tutte qui). Nell’elenco degli espositori compaiono, tra gli altri, Galleria Continua, POLARTICS, Dominique Fiat, Galerie Eric Dupont, Luce Gallery, Gallery 1957, Wilde e THK Gallery, e non mancano le tradizionali conferenze, i workshop e i progetti speciali, tutti curati dallo spazio multidisciplinare LE-18. Accesso assegnato e prenotato online, percorso a senso unico, mascherina e continui controlli della capacità delle sale: a Parigi è bastato questo per ripartire.
«La missione di 1-54», commenta la fondatrice Touria El Glaoui, «è sempre stata quella di promuovere l’arte contemporanea più vivace e dinamica tramite un insieme diversificato di prospettive africane, per portarla a un pubblico nuovo. E quale modo migliore se non lanciare un’edizione in un luogo completamente nuovo?». Le fa eco Julien Pradels, General Director di Christie’s France: «Christie’s è lieta di questa seconda collaborazione con 1-54, la Contemporary African Art Fair, dopo il successo dell’edizione londinese di ottobre. Parigi, con i suoi forti legami con il continente, è un luogo perfetto per un progetto di questo tipo».
Aspettative? L’edizione del 2019, a Londra, aveva registrato una rivalutazione dei prezzi fino al 200%, e anche l’appuntamento dello scorso ottobre (in presenza e con ingressi contingentati) si era concluso con buone performance. Avevamo già commentato, però, che queste percentuali non dovrebbero farci urlare subito al successo, al gap risanato. Per dirla con le parole del collezionista Kenny Schachter, le opere delle Black Lives «costano meno» e, in questo senso, «sono ancora ben lontane dal mercato dell’arte». Insomma, risultati oltre le aspettative, sì, ma con prezzi di partenza sempre molto bassi e un conseguente allineamento rispetto al loro effettivo valore (qui ne parlavamo in modo più approfondito). Che la collaborazione con Christie’s rappresenti la strada giusta per una svolta?
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