Lucio Fontana, Concetto Spaziale, est. € 600.000-800.000. Courtesy of Sotheby's
Chiude in bellezza il 2025 di Sotheby’s Italia. Dopo i Fine Jewels and Watches di ottobre da € 6 milioni, dopo la collezione di dipinti e arti decorative dal XVI al XX secolo schizzata a settembre a € 5,3 milioni (nota bene: con il più alto tasso di venduto mai registrato per una vendita di questo tipo in Italia), dopo l’Arte Moderna e Contemporanea di maggio andata per € 11,4 milioni, adesso la major annuncia l’asta meneghina del 26 novembre. Ovviamente dal vivo, ovviamente anticipata dalla tradizionale preview (dal 21 al 25 novembre) a Palazzo Serbelloni. E con un dato importante: «La vendita di questa stagione si distingue per un’eccezionale selezione di opere mai apparse sul mercato», spiega Marta Giani, Direttrice del Dipartimento di Arte Contemporanea, Sotheby’s Italia. Con l’80% dei lotti che non aveva mai incrociato, prima d’ora, lo sguardo famelico delle salesroom.
Guidano l’incanto tre lavori di Lucio Fontana. Il primo è iconico, un Concetto Spaziale, Attese in rosso (come tutti e cinque i record d’asta italiani per Fontana), stima € 600.000-800.000; segue un esemplare in bianco della stessa serie, del 1968, stima €700.000-1 milione; e per finire un lavoro in alluminio del 1965 che indaga l’incontro tra luce e metallo, il pronostico qui è di € 800.000-1,2 milioni. «I tagli precisi delle tele rossa e bianca, insieme alla superficie incisa dell’opera in metallo», rivela Francesca Lumina, Head of Sale, Sotheby’s Italy, «esemplificano la maestria con cui Fontana trasforma il gesto in un linguaggio universale di materia, luce e pensiero. Dalla purezza della pittura alla densità del metallo, il suo lavoro apre una nuova dimensione in cui l’arte trascende i propri limiti fisici per diventare esperienza dell’infinito».
Presenti all’appello anche gli Archeologi di Giorgio de Chirico, del 1929-30: due figure metafisiche, metà manichini, metà statue e rovine architettoniche, che siedono una accanto all’altra, mentre drappeggi di ispirazione greco-romana ricadono sui corpi, l’antico che grava sul presente, stima € 350.000-450.000. Ed è di Alberto Burri l’opera Bianco CN 3, del 1966, arriva da una prestigiosa collezione giapponese e appartiene alla serie dei Bianchi, più compassata, meditativa – leggi: capace di esplorare la forza espressiva della materia attraverso una tavolozza ridotta, lontana dalla lacerazione violenta dei Sacchi, delle Combustioni. Stima: € 250.000-350.000. William Copley, Emilio Vedova, Carla Accardi, Fausto Melotti, Enrico Castellani. È una selezione lunga due secoli quella offerta da Sotheby’s Italia, un «dialogo ricco e sfaccettato tra stili e generazioni, che illumina momenti cruciali nell’evoluzione dell’arte del XX e XXI secolo», dichiara ancora Giani. Forte tra l’altro dei risultati 2025 per l’avamposto italiano della major, con un tasso di venduto del 90% (in linea con il record del 2018) e due terzi dei lotti aggiudicati oltre la stima massima (il dato più alto dal 2021). Non solo i grandi nomi italiani, ma anche i loro omologhi internazionali, «uniti dal comune impulso a superare i confini dell’espressione artistica tradizionale». Vedi Franz in Hamburg, dove Elizabeth Peyton ritrae l’artista tedesco Franz Ackermann in un momento quotidiano, mentre passeggia per le strade di Amburgo. E la città sembra inglobarlo, o diventare una sua estensione. Stima €100.000-150.000. Vedi ancora Lisa Yuskavage, che fa il suo ingresso sui rostri italiani con l’eccentrica Wee Headshrinker del 1996 («genera una tensione costante tra alto e basso, armonia e dissonanza, sacro e profano»). Stima € 40.000-60.000. Verdetto finale a Milano.
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