Categorie: Mercato

Filippo Lotti: la consulenza secondo Art Defender

di - 22 Dicembre 2025

Dal 2008, Art Defender opera nel campo dell’art collection management, offrendo soluzioni integrate a collezionisti, musei, fondazioni e aziende. Nata da un’idea di Alvise di Canossa e dall’esperienza imprenditoriale di Arterìa, Art Defender ha sviluppato un modello che unisce logistica “dinamica” e “stanziale”, conservazione, consulenza e gestione del rischio, con una rete di sedi distribuite sul territorio nazionale e oltre 12.000 mq di caveau. Spazi concepiti come luoghi attivi, in cui le opere sono al centro di processi di tutela e valorizzazione. Accanto alla conservazione, la società affianca i collezionisti nella gestione ordinaria e straordinaria delle collezioni, avvalendosi di competenze interne e di un network internazionale di specialisti. Ne parliamo con Filippo Lotti, Managing Director di Art Defender.

Partiamo da un breve recap del 2025, quali tendenze hanno segnato il mercato dell’arte internazionale di quest’anno?
«L’anno che sta per terminare ha visto una globale ripresa di interesse per il mercato dell’arte in praticamente tutte le categorie del collezionismo. Nelle più importanti aste internazionali si sono rivisti prezzi di aggiudicazione come non se ne vedevano da tempo e le grandi fiere (Tefaf su tutte), pur se sempre improntate ad una grande selezione qualitativa, hanno visto la partecipazione di un pubblico sempre più globale e di nuove generazioni di collezionisti. Anche in Italia sia le aste che le fiere hanno avuto risultati significativi».

Filippo Lotti, Managing Director. Photo Credits: Oscar Giacomini

Data questa premessa, in che modo lo scenario internazionale influenza l’attività di Art Defender? Quali sono le principali sfide dei collezionisti e di chi si rapporta con l’arte?
«Noi di Art Defender siamo fisiologicamente orientati verso l’Italia, non fosse che per la situazione geografica dei nostri impianti distribuiti su quasi tutto il territorio nazionale. Allo stesso tempo siamo in grado di offrire i nostri servizi anche ai collezionisti internazionali che avendo acquisito importanti proprietà immobiliari in Italia hanno necessità di assistenza qualificata per quanto riguarda le opere che vengono acquistate per l’arredo di queste residenze».

Cosa s’intende generalmente con la parola “consulenza” nel settore artistico e qual è invece la particolarità della consulenza di Art Defender?
«Per servizi di consulenza si intendono tutte quelle attività che permettono di informare e consigliare professionalmente collezionisti privati e istituzioni che necessitano di aggiornamento e assistenza. La particolarità dei servizi di consulenza erogati da Art Defender è che, oltre alle competenze interne, ci avvaliamo delle capacità tecniche di una vasta rete di esperti italiani ed internazionali che collaborano con noi e ci permettono di fornire pareri imparziali e riconosciuti sia commercialmente che accademicamente».

Photo credits: Saverio Femia

Può raccontarci un episodio significativo, un caso di successo recente?
«Per quanto riguarda un tipo di attività che abbiamo introdotto relativamente di recente e che abbiamo ribattezzato Assistenza alla Vendita, abbiamo lavorato su un’opera di un importante artista italiano del ‘900 che a causa di un problematico stato di conservazione era stata da tempo bocciata dal punto di vista commerciale. Con un certosino lavoro di concerto con la fondazione di riferimento e con un grande studio di restauro, abbiamo rivitalizzato il dipinto che una volta sistemato è stato possibile affidare ad una importante casa d’aste che lo ha aggiudicato ad un valore davvero interessante».

Le sue previsioni per il mercato 2026.
«Ci pare che ci siano tutte le premesse per un 2026 altrettanto positivo per il mercato dell’arte, noi di Art Defender lo affronteremo con a bordo nuovi profili professionali insieme ai quali siamo sicuri di poter crescere ulteriormente».

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