Una scarica di tuono dà il benvenuto al visitatore che fa il suo ingresso sulla scena più rumorosa dell’arte contemporanea, allestita presso la galleria Pack di Milano, dove è in corso, fino al 31 gennaio 2002, Noise, “rumore“, un progetto di mostra che studia i rapporti tra arte ed espressione musicale.
Undici gli artisti raccolti, tutti giovanissimi, dall’Italia e dall’estero. Entrando nella prima sala la scarica di tuono disorienta e, diciamolo pure, spaventa: ma è un segnale forte, deciso, che segna il confine tra il dentro e il fuori, tra il dove eravamo, e il dove siamo adesso. Nella stanza sulla sinistra, per terra, una fila di copertine di vinili è stata incollata da Robert Gligorov, a simboleggiare Il codice del pop, cioè il dna della musica (i dischi coprono idealmente tutto l’arco della storia della musica). Sulla parete di fondo, invece, campeggiano una serie di ritratti fotografici di Edo Bertoglio, in bianco e nero, che effigiano musicisti e rockstar.
Alla destra dell’ingresso, sullo sfondo, sono appese due grandi tele-icona di Fausto Gilberti, 10.000 Watt e Marilyn Manson. Lo stile di Gilberti, giovane e originalissimo pittore bresciano, ricorda quello di un maestro americano come Haring, dal quale il suo tratto ha preso ispirazione, per distaccarsi poi immediatamente, ritagliandosi uno spazio personale, e tutto interiore. Su una tela dipinta di bianco vive una figura tutta nera, stilizzata, dalle dita lunghissime e gli occhi grandi, che porta le mani alle orecchie. Sull’altra tela, 10.000 Watt, un cerchio grande e uno più piccolo, bianchi su fondo nero, danno vita ad una enorme cassa acustica.
Nell’ultima sala, degni di menzione sono i lavori di Maurizio Vetrugno e di Nicola Di Caprio. Il primo ha accostato dieci scatti fotografici dei 70s di Andy Warhol a coloratissimi disegni di ispirazione cinese. Il secondo è invece autore di U R what U listen 2, cioè “Tu sei quello che ascolti“, due gigantografie (una si trova all’ingresso della galleria) che raffigurano dodici compact disc affiancati e ripresi sul dorso, per far sì che i titoli degli artisti e degli album siano visibili. Una sorta di diario esistenziale, di biografia minima musicale, che può rappresentare la colonna sonora esistenziale di ciascuno di noi, o almeno una parte di essa.
Gli altri artisti presenti sono: Andrea Chiesi, Emanuele Giannelli, Thorsten Kirchhoff, Bartolomeo Migliore, Fabrizio Passarella, Vedovamazzei. Noise è questo, ma anche molto altro: una mostra sonora dove quadri, fotografie, oggetti, installazioni multimediali e video concorrono a raccontare una storia nuova, quella della musica e dell’arte contemporanea, per una volta almeno, ritratte insieme. Emozionante: da vedere ed…ascoltare!
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Ottima recensione, ancora una volta Gilberti stupisce per la sua originalità.
E'proprio bravo uno dei migliori artisti delle ultime generazioni.
quale sarebbe la storia marcia scusa?
bella storia marcia
come marcia sono io
ma che schifezza di mostra e'?