Categorie: milano bis

fino al 21.II.2004 | Barbara Ceccatelli – Noi siamo una famiglia felice | Brescia, Fabio Paris Art Gallery

di - 20 Gennaio 2004

Barbara Ceccatelli (Prato, 1970) è una simpatica peperina, squinternata e logorroica; contro il luogo comune che vuole l’artista poco avvezzo a raccontarsi e a descrivere le proprie opere, lei non vede l’ora e ci si diverte pure.
E questa stessa esuberanza emerge fortemente nelle opere: il piccolo spazio bresciano è invaso da una cascata di colori, di materiali sintetici, di peluche e pupazzi.
Un eccesso kitsch e pop, zuccheroso da far venire il diabete, una Toontown chiassosa e divertente, un universo infantile che però nasconde dei risvolti concettuali perfino drammatici; e questo scarto, questo secondo livello di percezione che offre la mostra, dopo il primo impatto assolutamente attraente, è una gradevole sorpresa e il sintomo di una capacità comunicativa non comune.
Quella dei pupazzi, negli anni recenti del concettuale ironico, è diventata quasi una corrente autonoma, quando non addirittura una forma di manierismo. Tra bambole e fantocci, se ne trovano per tutti i gusti: ci sono quelli dipinti da Laylah Ali, Brugola, Dzama, Gilberti, Fantapop, Farber, Johanson, Nara, Picco, Vukoje, quelli fotografati da Khazem, Longo, Piccinini, White, quelli creati da Cattelan, McCarthy, Murakami, Royal Art Lodge, Salvatori, Waters, quelli digitali di Manetas e quelli veri, assemblati da Mike Kelley (al quale Barbara strizza più di un occhio), infine quelli sottintesi dall’immaginario infantile di Chiara, Bersani, Dana Wyse, ecc.
Proprio Dana Wyse suggerisce una lettura per l’installazione Syntheticolorgy, nel verso di una trasmigrazione di costumi, ossessioni e perversioni dell’età adulta nell’immaginario infantile; un processo che, letto al contrario, diventa critica sociale verso bambini cresciuti troppo in fretta, mini-adulti già vittime dello stress e dei vizi della maturità. Un dejà-vu, almeno pensando alla ritrattistica settecentesca, piena di gentiluomini imbellettati in miniatura e piccole damine con gioielli e merletti.
Ecco dunque che il cagnone con un collare fetish, incatenato alla sediolina, prelude ad una volontà di sottomissione e assoggettamento, con deviazioni di carattere sessuale, ribadita nella foto di un fanciullo mascherato con lo stesso collare.
Contro la solitudine e la noia delle faccende domestiche, lo Sponge vacuum cleaner, aspirapolvere personalizzato ricoperto da spugne colorate da lavapiatti e peluche, con l’optional di una bambolina che mostra le grandi tette, può essere un rimedio per le casalinghe.

E’ invece una cover (per dirla alla Senaldi) Buddha Sinclair, che riprende l’immaginario del noto artista scozzese e lo trasferisce in un budda di perline colorate in kilt, il noto motto Real life sulla schiena, durante una vacanza fuori porta all’ombra delle palme.
Infine il tranquillizzante cuore di peluche rosa Happy riot si incrudelisce nelle armi imbracciate dai pupazzetti al centro di esso.
Barbara Ceccatelli, a fronte di una vaga fragilità concettuale e qualche limite imposto dalla scelta dei materiali, ha nell’estro e nella capacità comunicativa le risorse per puntare a risultati convincenti.

articoli correlati
Barbara Ceccatelli alla stazione Leopolda di Firenze
Barbara… in discoteca
link correlati
Barbara Ceccatelli su E-move, area telematica promossa dal Comune di Prato
L’artista aderisce all’Associazione Fucine Tillanza

alfredo sigolo
mostra visitata il 10 gennaio 2004


Barbara Ceccatelli – Noi siamo una famiglia felice
Dal 10.I.2004 al 21.II.2004
Brescia, Fabio Paris Art Gallery, via a. monti 13
orario di visita: 15-19; festivi su appuntamento
per informazioni: tel 030 3756139; fax 030 2907539; e-mail info@fabioparisartgallery.com; web www.fabioparisartgallery.com


[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

A Venezia c’è un po’ di Sardegna: l’anima dell’argilla in mostra a Palazzetto Tito

Fino al prossimo 25 aprile, presso Palazzetto Tito, la mostra “Forme d’argilla” ricostruisce cento anni di produzione in ceramica in…

23 Aprile 2026 22:30
  • Progetti e iniziative

I Paesi Baschi tornano a Venezia: cinquant’anni di arte e resistenza

Dal 6 all'8 maggio, un programma multidisciplinare rievoca lo storico approdo dei Paesi Baschi alla Biennale del 1976: un ponte…

23 Aprile 2026 19:29
  • Design

When Apricots Blossom: l’artigianato dell’Uzbekistan come motore di rinascita alla Design Week

Palazzo Citterio, fino al 26 aprile, ospita una mostra che trasforma il dramma del Mar d'Aral in progetto di futuro:…

23 Aprile 2026 16:12
  • Teatro

Gabriele Vacis porta sulla scena la parola calda, ostinata e contraria dei Vangeli

La parola dei Vangeli diventa esperienza teatrale: Gabriele Vacis porta in scena uno spettacolo di grande intensità e attualità, dalla…

23 Aprile 2026 16:10
  • Mercato

Ad Art Basel 2026, l’effetto sorpresa diventa strategia

La maxi fiera annuncia “Basel Exclusive”: a Basilea, a giugno, alcune opere importanti saranno svelate solo il primo giorno di…

23 Aprile 2026 16:00
  • Fotografia

World Press Photo 2026: quando le fotografie raccontano il mondo, dall’ICE a Gaza

Il World Press Photo 2026 annuncia i vincitori: immagini che raccontano conflitti globali ma anche storie di resistenza, tra New…

23 Aprile 2026 13:15