Ciò che sappiamo non è tutto, anzi il filosofo Umberto Galimberti suggerisce che il sapere razionale, la ragione, controlla la follia originaria dell’uomo in tutto il nostro catalogare razionale, lasciandosi sfuggire gran parte del vivere. Da qui il soggetto di questa mostra: il rapporto tra l’uomo, la spiritualità , il sesso e il cibo, che appartiene alla sfera dell’irrazionalità , alla follia, e non alle cose misurabili razionalmente.
Ogni fotografo crea un modo personale per esprimere l’intimità , i conflitti, i desideri che accompagnano ogni nostra ricerca emotiva. Le immagini ricercano anche punti di vista, nuove comprensioni, che vadano al di là del puro consumo di cibo, sesso e spiritualità , diffuso ed affermato dalla nostra civiltà .
Al centro della sala, in una colonna di cristallo bianco, si guardano la fotografia di Federica Palmarin, Achury Nicolas e Alessio Bolzoni, complessivamente sei opere.
“Doppio io” è il titolo del lavoro di Achury Nicolas, immagini lineari di un abbraccio di fronte ad uno specchio.
Ci sono schiene in primo piano e volti non visibili nelle foto di Alessio Bolzoni: “undicifebbraioduemila oggi la fotografia sarà sul corpo di una ragazza magra, troppo magra(…) spero si possa rendere conto della sofferenza del suo viso e del suo corpo spero sia un aiuto e non un insulto”.
Nell’obiettivo di Federica Palmarin, lo sguardo, i gesti, di un uomo vecchio, un saggio, e di un giovane, efebico. I due, in bianco e nero, sono a torso nudo. Occhi scuri, all’insù, il giovane esprime la propria bellezza, sua proprietà , con una gestualità unica.
Il saggio dialoga con lo spettatore e le parole di M. Stirner, L’unico e la sue proprietà , sono scritta visibile “… l’uomo è solo un ideale, il genere è solo qualcosa di pensato, essere un uomo non significa adempiere l’ideale dell’uomo, ma invece rappresentare se stesso come singolo. Non il modo in cui realizzo l’universalmente umano deve essere il mio compito, ma il modo in cui soddisfo me stesso …”.
Nella sala, intorno, le tesi fotografiche di Federica Raoul Palmarin Jack, “Umani divini”, e quelle di Matteo Trisolini, “I’m the Alfa the Omega the First and the last the beginning and the end”: un ragazzo nudo su un telo viola, seduto, ammicca sorridente a una pioggia arancione di preservativi.
Poi, si passa attraverso l’obiettivo di Michelle Muench, in “Rite of passage” e “The Ceremony Sado”, per vedere la delicatezza di un gesto orientale.
Quasi ogni cultura ha i propri rituali del cibo e del bere nessuna però ha la cerimonia “chanoyu”. L’origine è cinese; la prima esecuzione risale al periodo Kanokura (1192-1333), in Giappone, durante una meditazione. Nel corso dei secoli la cerimonia del the è diventata un delicato rito che cerca l’equilibrio di quattro valori: armonia, rispetto, limpidezza e tranquillità .
Francesco Corica presenta “Storie quotidiane”, una serie continua di foto-cartoline contigue.
In “Stranamente qualcuno ti vede Milano 2000 “, da un inquadratura distante, quasi aniconica, si arriva al primo piano di un ragazzo seduto, sul sagrato del Duomo. Le storie narrano le riflessioni psicologiche di un io che è e sta di fronte al mondo, nelle fotografie “In casa di Salvo 2000” , “Nostri tempi (nutella) camera mia 1999”, “Visioni distorte di Tequila city 1999” e “Un pranzo domenicale casa di nonna 2000.
Jenny Corà , in “The other side”, riesce a rendere lo sfondo blu assolutamente trasparente; le immagini sembrano ombre sovrapposte, l’una mirabilmente in relazione con l’altra, raccolte insieme in un unico spazio fotografico; sono come i venti che attraversano una finestra aperta, convivono e si elidono reciprocamente.
Le opere fotografiche Di Michela Crivellaro Ulrich, “materialità spirituale”, di Gola Bernardi, “RIcerca d’eterniTA’ da un cieco destino”, e di Marta Giari, “Momenti di raccoglimento”, chiudono questo piccolo ma significativo percorso espositivo.
Tullio Pacifici
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Molto interessante...Complementare alla mostra fotografica c'è un altro progetto dell'IED che parla dell'ambiente tramite libri e storie illustrate (reali/fantastiche) ad uso dei bambini....ma anche per gli adulti! DECISAMENTE ISTRUTTIVO!! contro la cementificazione delle città , l'abuso contro la natura e soprattutto la massificazione delle nuove generazioni.