E’ davvero suggestiva e singolare la rassegna temporanea “Gli animali, incisioni e litografie” del Museo Minguzzi di Milano.
Dai lavori esposti appare innegabile il talento di questo grande protagonista dell’arte contemporanea mondiale.
I coloratissimi disegni e le opere grafiche hanno sempre accompagnato la sua attività scultorea, fin dai tempi in cui era allievo di Giorgio Morandi, all’Accademia di Bologna. E le circa quaranta incisioni e litografie in mostra testimoniano non solo il suo interesse per l’iconografia degli animali, ma anche il suo impegno civile ed il suo senso della storia. Oltre alle serie “Insetti”, “Gufi”, “Cani fra le canne” ed ai famosi “Galli”(che per molti critici rappresentano il simbolo della produzione artistica del Maestro bolognese), sono, infatti, presenti opere che analizzano i temi della Grande Guerra e della Resistenza o alcuni momenti della storia della Chiesa. Non si deve, d’altronde, dimenticare che Luciano Minguzzi ha inciso il proprio nome sulla Quinta Porta del Duomo di Milano (1965) e sulla Porta del Bene e del Male della Basilica di San Pietro a Roma (1977).
Il percorso espositivo porterà, inoltre, il visitatore a scoprire l’umorismo ed il senso dell’immaginario, con cui lo scultore bolognese ha osservato il nostro mondo, trasformandolo attraverso un segno espressivo personale, come succede, per esempio, nella serie di litografie “Segni dello Zodiaco”, stampate da Siro Teodorani, nel 1970.
Va, infine, evidenziato che la collezione permanente, durante questa recente esposizione temporanea, ha subito un nuovo allestimento, teso valorizzare la gigantesca scultura “Gli uomini del Lager” (1957), recentemente acquisita dal Museo Minguzzi. Oltre a quest’opera, nelle sale dello spazio di Via Palermo, sono visibili anche i lavori più conosciuti ed importanti del Maestro bolognese: “Eva” (1937), “Nuotatori” (1990) ed il ciclo scultoreo dei fieri e combattivi Galli.
La rassegna milanese “Gli animali, incisioni e litografie” appare, dunque, un’ottima occasione per approfondire la conoscenza dell’intera produzione artistica dell’eclettico Luciano Minguzzi, autore di litografie, disegni, incisioni, acquaforti, sculture in cera, pietra, terracotta e bronzo, che ricordano non solo lo stile delle opere dei maggiori esponenti del Cubismo e dell’Espressionismo, ma anche la primitività della cultura artistica africana.
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