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fino al 12.II.2011 | Marcello Jori | Milano, Fondazione Marconi

di - 1 Febbraio 2011
Al primo piano della Fondazione
Marconi, la terza personale di Marcello
Jori (Merano, Bolzano, 1951; vive a
Bologna e Torino) si apre con una serie di fotografie, monocromie che vedono
l’artista completamente ricoperto di diversi colori a tempera, immortalato nel
suo studio (anch’esso dipinto degli stessi colori del proprietario) di fronte
al cavalletto nell’atto di iniziare, o magari completare, un quadro. La
fotografia, primo amore di Jori, che si avvicina all’arte negli anni ’70
proprio attraverso l’obiettivo di una fotocamera, si presenta subito nella sua
veste di complice privilegiata di questa nuova avventura di cui l’artista si è
fatto narratore.

Al contrario, il forte e acceso
cromatismo di ingresso si perde non appena ci si incammina verso il vero cuore
della mostra. Tre gli Albi, libri dipinti ad acquarello che scandiscono
il tempo dell’avventura. Che,
come tutte le vere avventure, inizia all’alba con l’Orizzonte Fontana, serie
di fotografie che vedono Jori impegnato a incidere la tela alla ricerca della
ferita perfetta: un taglio orizzontale, netto, dai contorni precisi, che filtra
la luce del Sole che sorge, quasi a ricreare una seconda alba, e si compenetra
perfettamente con la linea dell’orizzonte.

La guarigione,
secondo step di questo percorso narrativo, innalza Jori a taumaturgo che cerca
di “guarire la ferita dell’arte
contemporanea
”, come racconta lo stesso artista, immergendo un vero Fontana bianco nell’elemento che più di
ogni altro è il simbolo del candore: la neve, un’immensa distesa bianca che
accoglie, abbraccia e risana con in suoi fiocchi la tela ferita.

In quest’atmosfera quasi mistica
si arriva all’ultima fatica del complesso percorso: il candido taglio di
Fontana si arricchisce di un secondo taglio, anche questa volta orizzontale,
che trasforma la ferita in una croce. E la croce viene collocata sull’altare
della Basilica di San Petronio a Bologna. Siamo al momento de La
Conversione.
A Jori non basta più la fotografia, e così colloca accanto ai
suoi scatti anche due acquarelli di grandi dimensioni che ritraggono in due
diverse fasi delle giornata, con un gioco di luci da lasciare senza fiato, il
Duomo di Milano nell’atto di accogliere la “croce Fontana”.

Stremato da quest’ultima impresa
titanica, Jori ci tiene a sottolineare come non poteva non completare il suo
lavoro con i due acquarelli: “Mi sono
svegliato una notte e ho sentito che dovevo farlo. E così la mattina dopo ero
già all’opera
”.


In occasione dell’opening, Jori
ha letto il primo albo (Orizzonte Fontana, per l’appunto) in cui
racconta la nascita della prima serie di lavori. A chi abbia voglia di farsi
contagiare dall’entusiasmo di un artista che ha tanto da raccontare – che sia
con il pennello, la macchina fotografica o la penna, poco importa – si
consiglia di non perdere l’ultimo appuntamento alla Fondazione Marconi, l’8
febbraio, durante il quale Jori leggerĂ  il terzo albo della sua mirabolante
avventura.

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Jori alla XXII Biennale del Muro dipinto

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a Merano per un nuovo arthotel altoatesino

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2011


dal 12 gennaio al 12 febbraio
2011

Marcello Jori – L’Albo
dell’Avventura

Fondazione Giorgio Marconi

Via Tadino, 15 (zona Porta Venezia) – 20124 Milano

Orario: da martedì a sabato ore 10.30-12.30 e 15.30-19

Ingresso libero

Info: tel. +39 0229419232; fax +39 0229417278; info@fondazionemarconi.org; www.fondazionemarconi.org

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