Categorie: milano

fino al 15.IV.2003 | Before and after science | Milano, Marella Arte Contemporanea

di - 1 Aprile 2003

Before and after science, attraverso l’opera di 19 pittori astratti, offre un’interessante panoramica sul complesso e diversificato rapporto tra linguaggio artistico e sviluppo scientifico/tecnologico dagli anni ‘80 ad oggi. Un tema fondamentale che interessa sia le categorie della storia dell’arte che il senso comune. E’ infatti una convinzione popolare che vi sia un’incompatibilità assoluta tra l’atteggiamento logico e analitico dello scienziato e quello immaginativo e sintetico dell’artista . Si tratta tuttavia di una semplificazione che, sebbene valida per alcuni autori, non può assolutamente essere accettata per altri che hanno sempre mantenuto nei confronti dell’evoluzione scientifica e tecnologica una posizione di apertura, se non addirittura di complicità. Più accorto è di conseguenza il pensiero degli addetti ai lavori, in gran parte concordi nel ritenere che esistano per lo meno due diversi tipi di linguaggio astratto: quello lirico, istintivo e sinuoso che inizia con le Improvvisazioni di Kandisky, prosegue con Klee e arriva ai dripping di Pollock e quello razionale, costruttivo e neoplastico che nasce con il rigorismo geometrico di Malevich e Mondrian e passando per i movimenti di arte concreta arriva infine al più recente minimalismo. Questa suddivisione, per quanto incapace di ordinare la multiforme produzione artistica dalle ultime generazioni di pittori astratti, ha comunque il pregio di individuare nel diverso modo di rapportarsi con il pensiero scientifico e razionale un filo rosso fondamentale per comprendere la poetica dell’astrazione.
Anche le opere presenti in mostra, pur nell’ambito di un’irriducibile complessità, riflettono questa sorta di dualismo. Da un lato troviamo infatti alcuni artisti che richiamandosi più o meno esplicitamente all’informale e all’action painting (pensiamo per esempio alle colate di colore di Peter Davis e alle astrazioni materiche di Giles Lyon), recuperano quell’idea di astrazione intesa come espressione di moti interiori non ancora irrigiditi dalle regole della logica. Dall’altro, invece, abbiamo quegli artisti accomunati da un atteggiamento di interesse e curiosità nei confronti dell’evoluzione scientifica e tecnologica, da cui mutuano spunti tematici (come per esempio nelle visioni di microcosmi molecolari di Lydia Dona), l’uso di nuovi materiali (come nelle opere interattive e cinestetiche di Millree Hughes e ChanShatz), ma soprattutto lo stesso approccio rigoroso, metodico e schematico nei confronti della realtà (come emerge con chiarezza nell’ordine geometrico delle mappe urbane di Stephen Ellis e nella pulizia mentale dei monocromi di Mark Francis ). A unire, invece, più o meno tutti gli artisti è la realizzazione di opere che pur essendo non-rappresentative, mantengono una qualche forma, anche se indiretta, di legame con la realtà. Un po’ come se le figure venissero smontate, disfatte e sbriciolate per poi essere riunite, incollate e reimpastate da una serie di mani che si divertono a sperimentare le più diverse e imprevedibili combinazioni con i piccoli mattoncini che compongono il mondo.

pierluigi casolari
mostra visitata il 19 marzo 2003


Before and after science
Marella arte contemporanea, via Lepontina 8-20159 Milano
Tel. +39 02 69311460 e fax. +39 0260730280, e-mail: marellart@tin.it www.marellart.it  
orari: da martedì a sabato dalle 12.00 alle 20.00
catalogo in preparazione

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