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Fino al 25.III.2018 | Peter Demetz, The Perception | Triennale di Milano, Milano

di - 23 Marzo 2018
Come siamo quando visitiamo un museo? Di solito non ci poniamo questa domanda. Non ci fermiamo a pensare alle nostre pose, a come occupiamo lo spazio, al modo in cui ci rapportiamo alle opere d’arte. Peter Demetz invece sì e adotta un medium speciale per farci riflettere – nella doppia accezione del termine – sulle sue opere. L’istallazione The Perception presente alla Triennale di Milano, in via Alemagna 6, fino al 25 marzo 2018 è l’occasione per fare questa particolare esperienza.
Entriamo nella sala espositiva e la nostra attenzione è subito catturata dalla parete in fondo di fronte a noi. C’è un’apertura nel muro, una sorta di cornice, in cui si stagliano delle figure di spalle che osservano qualcosa. Sono una sorta di nostro “doppio”: visitatori di un museo. Nonostante siano incolori, risultano incredibilmente reali e siamo spinti ad avvicinarci per capire come siano fatti. Scopriamo delle sculture a rilievo, intagliate nel legno con notevole maestria, in uno spazio che appare più profondo di quel che è grazie a un sapiente utilizzo dell’illusione prospettica. In questo si rivela la straordinaria abilità tecnica di Peter Demetz. L’artista – originario di Bolzano e ora residente a Ortisei – nasce come maestro scultore e si colloca in una lunga tradizione di intaglio del legno del Trentino Alto-Adige; con i suoi lavori rimane fedele alle proprie radici e allo stesso tempo riesce a dare loro nuova linfa.
Peter Demetz, The Perception, foto di Gianluca di Ioia
Attraverso The Perception Peter Demetz però non mette alla prova solo le nostre modalità percettive e la nostra immaginazione, ma anche il concetto di opera d’arte. Infatti questa curiosa situazione in cui noi, i visitatori, siamo in un certo senso sia chi guarda sia ciò che viene guardato diventa occasione per riflettere sul nostro rapporto con le opere d’arte. Quello di cui non sempre ci rendiamo conto ma che il lavoro di Peter Demetz fa emergere è la conditio sine qua non di ogni genuina esperienza dell’arte: il nostro dialogare con le opere. Tra fruitore e opera non si stabilisce mai (o non si dovrebbe stabilire) un rapporto tra soggetto e oggetto, ma in qualche modo uno scambio di sguardi tra due “soggetti-oggetti” – come teorizzato, tra gli altri, da Merleau-Ponty. È grazie a questa fondamentale relazione a doppio senso, che viene messa in luce con semplicità e sagacia da Peter Demetz, che l’arte riesce a “parlarci”.
Lucrezia Boso
mostra visitata il 7 marzo 2018
Dall’8 marzo 2018 al 25 marzo 2018
Peter Demetz, The Perception
Triennale di Milano
Viale Alemagna, 6 – Milano
Orari: martedì – domenica 10.30 – 20.30
Info: www.triennale.org

Dopo la laurea in Filosofia con specializzazione in Estetica all’università La Sapienza di Roma, vive e lavora a Milano, dove attualmente frequenta un master in Arts Management all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Ha lavorato come curatrice e organizzatrice di eventi per uno studio-galleria di arte contemporanea e ha collaborato alla redazione di una raccolta di saggi di Estetica. È appassionata di arte contemporanea, che segue e studia sempre con un approccio critico, e scrive per Exibart recensioni sulle mostre presso importanti gallerie e musei.

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