Le opere in mostra alla Galleria Blu, eseguite nell’arco di quarant’anni, ripercorrono lo sviluppo del concetto di estroflessione che ha caratterizzato la produzione di Agostino Bonalumi, (Vimercate, 1935) sin dagli anni Sessanta.
Dall’alterazione della tela, le forme si sviluppano in sculture totalmente tridimensionali. Le superfici modellate con imbottiture e supporti lignei, danno vita a lavori in tela, più che su tela, poiché il supporto diventa materiale espressivo. La modulazione della forma confonde i tradizionali limiti tra perimetro della tela e spazio esterno. Dalle tele “deformate”, i rilievi plastici si sono sviluppati, acquisendo una propria autonomia, in sculture con una dimensione spaziale.
I materiali -tela estroflessa, carta, plexiglas, pvc, legno, cristallo, marmo, gesso, resina- acquistano una forte connotazione pittorica, grazie anche ai colori che ricordano i campi monocromatici dei quadri. L’astrazione di forme crea una costruzione nello spazio, tra pieghe, inarcature, protuberanze e rientranze.
Alcune opere rimangono a metà tra pittura e scultura, come sospese nel cristallo, oltre i limiti di gravità, mentre in altre si intuisce la sintesi tra rigore progettuale e percezione sensoriale. L’immagine, come afferma Bonalumi, è la risultante della realtà oggettuale e del mobile riflettersi tra loro di particolari formali e strutturali. Come scriveva Gillo Dorfles nel 1965, queste sculture sono strutture aperte a sviluppi plastici o architettonici, che mutuano le forme della pittura contemporanea: “aneddotica, atmosferica e naturalistica”.
Il contrasto e la sintesi tra pesantezza e leggerezza, “geometrismo e naturalità” delle sculture si ritrova nell’installazione del luglio 2002 al Guggenheim di Venezia, in cui le estroflessioni dei muri di tela invadono la stanza. Allo stesso modo, le estroflessioni delle sculture sono passate dalle tele allo spazio concreto, mutuando “elementi di forma e organizzazioni spaziali rielaborati dalla realtà di partenza”.
francesca ricci
mostra visitata il 3 ottobre 2005
Un monumentale spazio di rappresentanza lungo oltre 35 metri, rimasto per decenni nascosto, è stato finalmente restituito al pubblico: si…
Opere inedite che intrecciano natura, ritualità e disagio interiore, trasformano una notte insonne in una soglia creativa tra bellezza e…
Dopo la residenza all’ISCP di New York, Elena Ketra porta alla Fondazione Marta Czok di Venezia una nuova edizione di…
Dal Libano all’Iran, da Brecht alla Palestina, il SUQ torna al Porto Antico con un’edizione che mette al centro dialogo,…
BAC Bellano Arte e Cultura propone un percorso espositivo dislocato sul territorio, tra chiese, pievi e oratori, che reinterpreta l’ex-voto…
Tra opere tenute segrete fino all'ultimo momento, la nuova Unlimited, l’arte digitale di Zero 10 e Parcours che invade la…