All’inizio degli anni Novanta nasce OSMOSI da un’idea di un gruppo di artisti italo-austriaci: Antonino Bove, Gertrude Moser-Wagner, Enzo Forese. Nello steso periodo a Schrattenberg si organizzano simposi a cui partecipano artisti internazionali, a cura dell’O.R.F. (Offen Real Fundantal), ovvero Heino Waller, Uli Vombank-Shedler e Martin Dickinger.
Nel ’98, in seguito a queste esperienze, sorge Hotel Pupik, una residenza per artisti con spazio espositivo annesso, mentre Osmosi allarga le sue partecipazioni.
Oggi all’Artoteca, associazione no profit nata in seno al fervente quartiere Isola di Milano, i due gruppi si incontrano. Nel catalogo di Controritmo (simposio che già nel ’99 vedeva i due gruppi vicini) Renate Hollwart spiega che “Il riferimento reciproco, la dualità dell’espressione, la diversità di approcci, l’interdisciplinarietà generano […] una consonanza con lacerazioni”.
La mostra è soprattutto il risultato di un divertito dibattito tra persone intelligenti.
Al centro dello spazio campeggia l’installazione di Dickinger in papiermachée: una discarica crolla sul visitatore con mine, bottiglie, maschere mortuarie, rottami, e corna di cervo, a simboleggiare forse la sproporzione tra cose gettate e cose create.
Gertrude Moser Wagner risponde con “Ginestra”, un documento multimediale sulla discarica di Montagna Guelfa, in Emilia, dove si sta attuando una riforestazione, dovuta ad un progetto di progressiva sensibilizzazione. Ad entrambii sta a cuore il rapporto Arte-Natura.
Niccolò Manzolini
Le sperimentazioni di OSMOSI e di Hotel Pupik propagano, come scosse telluriche, incontri, confronti, sfide.
Il progetto SISMA rileva queste possibilità in uno spazio che consente, per volumetrie ed estetiche, una fruizione piacevole dei lavori. Questo vale, in particolare, per la stanza, che ospita l’omonimo lavoro di Helmo Wallner, e per l’ampia area centrale, dove troneggia, a piramide, l’installazione di oggetti di cartapesta di dimensioni variabili Halde number 15 (cumulo n° 15) di Martin Dickinger.
Per quanto riguarda, invece, il progetto video di Gertrude Moser-Wagner, Ouroboros, Synapsen, Guelfa, soil & la ginestra, Ora tutto deve cambiare, forse il diverso posizionamento del televisore avrebbe consentito una maggiore e migliore visibilità.
Ogni lavoro è differenza. Differenze e pluralità di punti di vista, significati, ragioni, espressioni, sperimentazioni, che moltiplicano ed estendono le capacità di guardare, le possibilità di interpretazioni: come Donna: Uomo di Lidia Fiabane, che esemplifica il concetto con il titolo del lavoro a tecnica mista e collages su cartone (dalla serie “Saluti dall’Austria, Saluti dall’Italia”, 1994/2000).
Tullio Pacifici
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