Entrando nell’universo artistico di Valeria Corvino, in mostra nella prestigiosa Sala del Collezionista del Palazzo delle Stelline a Milano, si è trasportati in una atmosfera metafisica, in cui corpi – nudi, diafani e indagati con sapienti zoomate di stampo fotografico – ci osservano e si fanno osservare in silenzio. In un dialogo che non vuole essere solo visivo, ma anche intimo, spirituale. Unici tocchi di vita sono piccoli dettagli anatomici (la bocca, gli occhi, le mammelle) dai colori intensi, trattati in senso realistico, che aprono una finestra sull’anima dei soggetti, quasi frementi sotto un rivestimento coriaceo che li imprigiona. Ecco dunque, che in Blow-up onetwothreefour, il petto di “Adamo” è percorso da leggere gocce di sudore salino o in Luna, dall’occhio di donna si dipanano forme concentriche “cosmiche” e misteriose oppure ancora in Myself una sfera metallica, che riflette l’immagine dell’artista nel suo studio, è inserita in una carnosa bocca dischiusa, che al tempo stesso prende le sembianze di un occhio.
Una pittura di sintesi in cui, dice l’artista, “nel minimo si può riconoscere il tutto”. Motivo per cui gli sfondi sono monocromatici, a volte dorati, per “annullare il tempo e lo spazio” e trasformare le immagini in moderne icone, in cui non è rappresentata l’essenza volgare o peccaminosa del nudo, ma la sua levigata “tenerezza ed espressività”.
Studiati con sottile arguzia sono i particolari che animano i dipinti, metafora dell’uomo d’oggi sospeso tra classicità e modernità, saggezza ed incoscienza, socievolezza e solitudine, come ad esempio la mosca posata sul viso in Flemma I che, spiega la pittrice, “si posa sui frutti, attirata dal profumo, quando hanno raggiunto il massimo della loro maturazione e quindi poco prima che inizino a marcire”, o le bocche tumide e sensuali “che non rappresentano solo la parola, la volontà di comunicazione, ma anche riportano all’idea primaria della madre, del nutrirsi, dell’introdurre all’interno del corpo qualcosa di esterno in modo che ci sia vita”.
La mostra offre l’occasione di conoscere, dunque, la produzione artistica di Valeria Corvino, che aldilà della teatralità delle apparenze, si offre a molteplici letture ed interpretazioni. La rassegna, dopo Milano, si trasferirà a New York e poi in Cina.
Per saperne di più…
www.valeriacorvino.it
Gabriella Depaoli
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