Tra
fiaba e alienazione, Loretta Lux (Dresda,
1969; vive a Monaco di Baviera) concepisce un immaginario che celebra
l’infanzia in versione noir. Soldatini sull’attenti con gli occhi persi nel
vuoto in preda a uno stato di ipnosi non tradiscono un minimo d’indagine
introspettiva. Simulacri di se stessi, tanto belli quanto aridi, sono tali e
quali ai bambini del Villaggio dei Dannati. Inquietanti e seducenti protagonisti di quel paradiso perduto che è
l’infanzia.
Attinge
alla tradizione pittorica tedesca – da Holbein a Friedrich – con un’attenta analisi della ritrattistica che muove dal tardo
Rinascimento all’epoca vittoriana fino ad arrivare alle illustrazioni
pubblicitarie anni ’50, proiettando gli scatti in un’epoca indefinita. Avulsi
dal contesto e scaraventati in un ambiente alieno, i suoi modelli sono
generalmente figli di amici immortalati su uno sfondo neutro, sostituito
successivamente da scorci fissati sulla pellicola durante i suoi viaggi.
Perché
quest’infanzia artificiosamente serena, in rigoroso abbigliamento vintage, con
occhi e arti ipertrofici e oggetti improbabili tra le mani, altro non è che il
risultato di un attento quanto lungo processo di manipolazione digitale. Un
mondo dell’infanzia immerso in un’atmosfera patinata, dove tutto è irreale e
inaccessibile e concorre a raggiungere la massima perfezione estetica.
Maniacale nella rigorosità geometrica e nella ricerca di scenari desolati, a
tratti squallidi. Non importa se sia mare, campagna o metropoli a stagliarsi
alle spalle dei protagonisti, ciò che conta sono i richiami cromatici di questi
ingannevoli e affascinanti album di famiglia.
Foto
elaborate in forma finemente pittorica – non a caso Lux ha esordito come
pittrice – la cui connotazione tenebrosa è da ricercarsi nella tradizione della
pittura nord europea. E se per quanto riguarda la fotografia la patinatura
perlacea le accosta al dissacrante Erwin Olaf, gli altri riferimenti sembrano spartirsi tra Diane Arbus
e Jeff Wall.
Una
mostra godibile, allestita in maniera razionale su pareti asettiche, ma che
lascia a bocca asciutta se si ha l’aspettativa di trovarsi davanti opere
recenti. Infatti, si tratta perlopiù di pezzi tra il 2000 e il 2005 e solo un
piccolo nucleo tra il 2006 e il 2007. Una doppia delusione, considerando che la
Galleria Sozzani in quest’occasione celebra i vent’anni di attività.
mostra
visitata il 9 settembre 2010
dal
9 settembre al 31 ottobre 2010
Loretta
Lux
Galleria Carla Sozzani
Corso Como, 10 (zona Stazione
Garibaldi) – 20154 Milano
Orario: martedì e da venerdì a
domenica ore 10.30-19.30; mercoledì e giovedì ore 10.30-21; lunedì ore
15.30-19.30
Ingresso libero
Info: tel. +39 02653531; fax +39
0229004080; info@galleriasozzani.org; www.galleriasozzani.org
[exibart]
In uscita per Il Melangolo, La terra trema di Lucrezia Ercoli riflette sul rapporto tra catastrofi, immagini mediatiche e fragilità…
Curata da Lorenzo Lazzari, la mostra riunisce Carloni-Franceschetti, Shadi Harouni e Madeleine Ruggi per riflettere sulle memorie che le lotte…
Fino al 30 maggio, la galleria LINLI Art Space di Venezia ospita la ricerca multimediale di Hero Pavel: cento opere…
Curata da Massimo Bignardi, l’antologica al Museo FRaC mette in dialogo le opere storiche di Rosaria Matarese con una nuova…
A cinquant’anni dall’inizio di Arte Sciopero, Montecatini Terme celebra la figura di Galeazzo Nardini con una grande mostra dedicata alla…
Performer e videoartista, docente dell'Accademia di Belle Arti di Catanzaro, Luca Sivelli è stato una figura di riferimento della scena…