Lo spazio espositivo ProjectB, diretto da Emanuele Bonomi in collaborazione con Marella Arte Contemporanea (vero e proprio punto di riferimento e fulcro di scambio artistico tra Italia e Cina) ospita in questi giorni l’opera dell’artista cinese Han Yajuan. Dieci tele e una videoinstallazione (al momento inattiva), per una poetica fresca, quasi innocente, senza enormi pretese, ma decisamente efficace.
La nuova pittura cinese (cosi come la fotografia) mostra note di rilievo e novità d’interesse, e la giovanissima Han Yajuan -nata nel 1980 a Quigdao e diplomata presso la China Academy of Art- ne rappresenta appieno la portata.
La sua opera figurativa rivela infatti, al di là della tela e della leggerezza del tratto, la semplicità del distacco e della fuga da un retaggio culturale imponente, l’infatuazione adorante e al tempo stesso ironica per l’opulenza griffata d’Occidente (ogni pittura è densa di dettagli e brand prestigiosi della moda europea), puntando su un tratto iperattuale, a metà strada tra il manga giapponese, la cartoon generation, l’immaginario collettivo adolescenziale e la cultura occidentale della Pop-Art.
Lontana anni luce dalle Arti di Partito e dal Realismo Socialista del Grande Timoniere, la pittura cinese contemporanea svela i crismi più complessi della società che l’ha creata, le antinomie di una nazione in equilibrio precario tra la facciata politica socialista, e l’apertura economica ai liberi mercati occidentali. La conseguenza di questo attrito (oltre ad una forbice sociale iniqua), si palesa nello specchio dell’arte contemporanea, vera e propria finestra sull’inconscio del
Le protagoniste dei quadri di Han volteggiano, danzano, posano in capi firmati e gesta sensuali, ostentando spensieratezza e sospensione. Tuttavia, il contesto in cui queste figure sono inserite è un paesaggio onirico ed irreale, una distesa cromatica sconfinata, tutto fuorché rassicurante, una landa desertica, come il passato culturale dell’arte cinese, lo scarto di senso tra la tradizione e la rivoluzione.
L’incantevole evasione, la deliziosa fuga di cui si parla, quella dalla realtà, dai contrasti intestini che complicano la nazione più popolosa della terra, è qui perfettamente espressa, in un atmosfera fumettistica, sognante, sospesa e divertita, ma al tempo stesso densa di significato.
fabio petronilli
mostra visitata il 12 giugno 2007
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