In occasione della semestre di presidenza belga dell’Unione Europea, il Museo “Innocente Salvini” di Cocquio Trevisago ospita una retrospettiva sull’opera pittorica di Jean Marie Planque (Tournai, 1932-1992).
La rassegna – organizzata dal Comitato Culturale del CCR di Ispra in collaborazione con la moglie dell’artista, Gerda – presenta venticinque olii su tela di grandi e di grandissime dimensioni che offrono una panoramica completa sulla composita ricerca artistica di questo pittore.
Le sue opere, tutte inedite nel nostro paese, non sono ascrivibili a nessuna corrente del XX secolo. Jean Marie Planque si accosta, infatti, alla figurazione, al cubismo, all’arte concettuale e alla pittura astratta, senza mai diventare “ostaggio” delle scuole avanguardiste e post-avanguardiste.
Le sue creazioni mettono in risalto, comunque, una caratteristica comune: la riduzione di tutta la realtà raffigurata a forma geometrica, a mosaico dai colori ora vivaci ora tenui. Significativi in tal senso sono “Les pots bleus”, “Tre carrès rouges” (1985) e “Pipe Blue” (1980), una tela ispirata a Magritte. Richiama, invece, alla memoria l’Action Painting di Pollock e la serialità di Andy Warhol il grande collage su cartone “Sans titre” del 1985, dove casuali macchie di colore bianche, gialle, rosse, ma soprattutto blu sembrano ferire lo sfondo della tela, da cui a tratti emerge la foto dell’artista più volte riprodotta.
La rassegna del Museo “Innocente Salvini” si configura, dunque, come un modo per conoscere il genio di Planque, una figura di spicco della pittura moderna belga non ancora noto nel nostro Paese. Ma offre anche l’occasione di farsi un’immagine diversa degli “eurocrati” di Bruxelles, lontana dal solito cliché che li vuole interessati solo alla burocrazia. Il pittore di Tournai fu, infatti, tra il 1952 e il 1982 un funzionario della Commissione Europea. E lì contribuì con il suo talento grafico alla qualità di numerose pubblicazioni della CEE.
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Annamaria Sigalotti
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