Categorie: Moda

Francia, un anno all’insegna della moda: ecco le mostre del 2025 nei principali musei

di - 30 Gennaio 2025

Il vestire diventa un linguaggio che supera il tempo e lo spazio: il 2025 sarà un anno ancora più denso del solito per la moda in Francia, con una serie di mostre che, da Parigi a Lens, tra musei e istituzioni di prestigio, attraverseranno epoche, culture e identità, consolidando il legame tra l’arte dell’abito e il patrimonio culturale. Dal fasto dell’alta moda alle tradizioni tessili dell’Asia e del Maghreb, dalla storia della Haute Couture alla costruzione dell’immagine degli artisti attraverso l’abbigliamento, queste esposizioni mettono in luce il ruolo del costume come specchio della società e della creatività.

L’eccesso e l’irriverenza di Dolce&Gabbana al Grand Palais

Tra le mostre più attese, From the Heart to the Hands: Dolce&Gabbana, curata da Florence Müller e già presentata a Palazzo Reale di Milano nel 2024, è un omaggio all’universo creativo di Domenico Dolce e Stefano Gabbana. Aperta fino al 31 marzo 2025, il Grand Palais di Parigi ospiterà oltre 200 creazioni che ripercorrono il percorso della maison attraverso le collezioni di Alta Moda, Alta Sartoria e Alta Gioielleria, mettendo in evidenza l’approccio eclettico dei due stilisti. Un racconto che intreccia artigianato e opulenza, ironia e sensualità, tradizione e trasgressione, e che celebra l’estetica esuberante della casa di moda, profondamente radicata nell’immaginario culturale italiano.

L’oro nei tessuti tra Maghreb e Asia al Musée du Quai Branly

Dall’11 febbraio, al Musée du Quai Branly, la mostra Golden Thread. The Art of Dressing from North Africa to the Far East, curata da Hana Al Banna-Chidiac e Magali An Berthon, indaga l’uso del filo d’oro nei tessuti attraverso secoli e culture. Dalle sete indiane e indonesiane ai kimono dell’epoca Edo, dai caftani del Maghreb alle creazioni contemporanee della designer cinese Guo Pei, l’esposizione racconta un viaggio nel tempo e nello spazio, esplorando il valore simbolico e tecnico dell’oro nella moda. L’intreccio tra materiali preziosi, artigianato e innovazione mostra come la tessitura sia stata, nei secoli, non solo un’espressione di lusso, ma anche un linguaggio culturale.

Traditional Chinese wedding dress © Guo Pei, China

L’abbigliamento come atto artistico al Louvre-Lens

Vestirsi è un gesto estetico e identitario, soprattutto per gli artisti che, attraverso gli abiti, costruiscono la propria immagine pubblica e privata. Questo il tema di The Art of Dressing. Dressing Like an Artist, in programma dal 26 marzo al Louvre-Lens, con la curatela di Olivier Gabet, Annabelle Ténèze, Marie Gord e Audrey Palacin. La mostra esplora il rapporto tra moda e arte attraverso figure come Rembrandt, con i suoi turbanti scenografici, George Sand, al secolo Amantine Aurore Lucile Dupin, che scelse di vestirsi da uomo, Marcel Duchamp, che giocò con l’ambiguità identitaria di Rrose Sélavy, fino ai colori simultanei degli abiti di Sonia Delaunay e alla parrucca argentata di Andy Warhol. Il percorso espositivo interroga il significato dell’abito nella costruzione dell’immagine dell’artista e del suo ruolo all’interno della società.

Rembrandt, Self Portrait at the Easel, 1660, Musée du Louvre © GrandPalaisRmn – Hervé Lewandowksi

La nascita dell’haute couture al Petit Palais

La collaborazione tra il Petit Palais e il Palais Galliera porta in scena, dal 7 maggio, la prima grande retrospettiva dedicata alla Maison Worth, fondata da Charles Frederick Worth, figura chiave nella storia della moda. Con oltre 400 pezzi tra abiti, accessori, dipinti e documenti d’epoca, Worth, Inventer la Haute Couture analizza l’impatto della maison che, nella seconda metà dell’Ottocento, trasformò la moda in un’industria artistica. La mostra, curata da Annick Lemoine e Miren Arzalluz, si concentra sulle origini della haute couture e sul lascito di Worth, il cui metodo di lavoro – dalla creazione di collezioni stagionali all’importanza del fitting personalizzato – continua a influenzare la moda contemporanea.

Robe d’interieur, circa 1897. Palais Galliera © Stanislas Wolff

Articoli recenti

  • Libri ed editoria

Gabriele Basilico riusciva a fotografare le architetture invisibili di Aldo Rossi

Humboldt Books pubblica un volume che raccoglie per la prima volta le fotografie con cui Gabriele Basilico ha raccontato per…

25 Aprile 2026 11:30
  • Design

L’arco e il marmo: il racconto di Bonacina e Italy Sotheby’s International Realty

Una installazione immersiva a Milano omaggia gli archetipi del design, capaci di trascendere mode e culture. In un dialogo inedito…

25 Aprile 2026 11:11
  • Progetti e iniziative

Non c’è artista, solo materia: Silvia Mariotti in mostra a Porto San Giorgio

Partita dall'ecosistema unico delle Azzorre, la ricerca di Silvia Mariotti è in mostra a villa Rivafiorita, a Fermo: tra fotografia,…

25 Aprile 2026 9:30
  • Mostre

Una performance è per sempre: a Cavalese la prima edizione di Performa

Cosa resta di una performance? A porre la domanda, e a darne la risposta, è la stessa direttrice Elsa Barbieri,…

24 Aprile 2026 21:43
  • Progetti e iniziative

Due visioni del Mediterraneo: Salvador Dalí e Alessandro Valeri in dialogo a Matera

Alla Fondazione Sassi di Matera, una mostra mette in dialogo Salvador Dalí e Alessandro Valeri: due Visioni del Mediterraneo, tra…

24 Aprile 2026 19:00
  • Mostre

Una mostra a Venezia ci porta nella camera dove Freud scrisse la sua opera più famosa

Durante la settimana inaugurale della Biennale di Venezia, la camera dell'Hotel Metropole dove Freud scrisse L'interpretazione dei sogni ospiterà una…

24 Aprile 2026 17:30