Christian Schad, Maika, olio su legno, 1929
Il Guggenheim Museum di Bilbao offrirà al pubblico la possibilità di immergersi nei “Roaring Twenties” attraverso un lungo percorso espositivo tra architettura, cinema, design, fotografia, pittura, disegno e scultura. La mostra permetterà al visitatore di cogliere non solo gli aspetti culturali e artistici di questo importante periodo storico ma anche una riflessione sul periodo di forte cambiamento che stiamo vivendo. La mostra includerà i più importanti movimenti d’Avanguardia dell’epoca come il Bauhaus e il Dadaismo. Verranno inoltre proposti alcuni artisti contemporanei che lavorano su questo periodo e lo ricollegano al momento presente, entrambi contraddistinti da innovazione e forte cambiamento culturale e sociale.
Berlino, Parigi, Vienna e Zurigo sono le principali città che saranno al centro di questo percorso espositivo. Sebbene separate per contesto geografico, politico e culturale, sono accomunate dal forte cambiamento scientifico, sociale e culturale di quel decennio che è rimasto nella storia.
Un’importante novità è la scelta del curatore. La mostra è ideata da Calixto Bieito, acclamato regista teatrale di fama mondiale. Attraverso il suo contributo sarà possibile un intreccio tra arti performative e plastiche che renderà unico ed eccezionale il format espositivo. Sarà possibile visitare la mostra a partire dal 7 maggio fino al 19 settembre.
I ruggenti anni ’20 del ‘900, i roaring twenties, come venivano chiamati negli Stati Uniti, furono caratterizzati da importanti cambiamenti sia culturali che sociali. Le città si espansero, vennero creati nuovi progetti urbani, minoranze etniche furono represse o emarginate, nacquero movimenti di emancipazione femminile, nuovi diritti furono richiesti all’interno del mondo delle fabbriche, nacque il jazz.
Queste importanti novità si diffusero ben presto in tutto il mondo occidentale, rappresentato dalle grandi metropoli come Parigi e Vienna. In Europa, le persone che avevano vissuto l’esperienza della Prima Guerra Mondiale furono accomunate dalla volontà di lasciarsi alle spalle i traumi e le sofferenze della guerra nella speranza di vedere tempi migliori. Tra i maggiori esponenti degli anni Venti troviamo Magritte, Man Ray, Moholy-Nagy e tanti altri che hanno messo al centro del proprio lavoro la riflessione sul corpo, sull’inconscio facendo emergere la temperie di quelli anni.
A Spazio URANO prende forma “I resti del mondo | fase 4”, progetto espositivo di Sergio Angeli, a cura di…
Realizzata per l'Esposizione Universale del 1889, a maggio andrà in vendita da Artcurial con una stima di 120.000-150.000 euro
Nella sua sede pop up di Napoli, la Galerie Gisela Capitain dedica un ampio progetto espositivo a Martin Kippenberger, per…
Tende, studi di registrazione, spazi di confronto, cucine e labirinti: l'arte relazionale di Rirkrit Tiravanija invade lo spazio milanese e…
Il mio lavoro nasce da una domanda: come dare forma a ciò che non è visibile?
Il festival di ZONA K torna a interrogare informazione, politica e immaginari contemporanei, tra performance, installazioni e pratiche ibride che…