Marina Abramovic porta la sua Santa Teresa a Castel dell’Ovo di Napoli

di - 20 Maggio 2020

In un calendario 2020 sempre più orfano degli appuntamenti dell’arte e della cultura, finalmente una buona notizia: dal 5 settembre, Marina Abramovic tornerà in Italia, questa volta a Napoli, nei suggestivi spazi di Castel dell’Ovo, dove verrà presentata una nuova tappa di “Estasi”, progetto espositivo proposto da VanitasClub, a cura di Casa Tesori, già esposto alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano.

«L’Italia ha dimostrato grande coraggio e un profondo senso di comunità e umanità. Italia ti amo e il mio cuore è con te», ha dichiarato l’artista, le cui mostre, in Europa, sono piuttosto rare. Insomma, dopo “The Cleaner”, la grande retrospettiva del 2019 a Palazzo Strozzi – durante la quale la grande artista subì anche un’aggressione – si stringe ancora di più il rapporto con l’Italia.

I precedenti storici

Peraltro riannodando i fili con la storia, visto che nella città partenopea, nel 1974, una ancora giovanissima e non troppo conosciuta Marina Abramovic doveva presentare una delle sue performance più discusse e stranianti, Rhytmh 0. In quella occasione, allo Studio Morra, l’artista rimase per sei ore a disposizione del pubblico, che poteva interagire con lei usando uno qualunque dei 72 oggetti disposti su un tavolo, atti a offendere o a dare piacere, tra rose, vino, catene, forbici e una pistola con un proiettile. Se le prime ore trascorsero tranquillamente, nell’ultima fase della performance si scatenò l’aggressività delle persone, che arrivarono a tagliarle i vestiti e a farle usare la pistola. «È stata la pièce più pesante che abbia mai fatto, perché ero totalmente fuori controllo», ha ribadito Abramovic in diverse occasioni.

Al 2004 risale invece l’ultimo progetto napoletano, quando l’artista presentò Cleaning the Mirror, un’altra sua celebre performance, questa volta negli spazi della Galleria di Lia Rumma. Qui riprese una sua performance del 1995, durante la quale, dopo aver puliva uno scheletro, lo adagiava sul suo corpo, facendolo muovere al ritmo del suo respiro. In esposizione anche le foto e i lavori realizzati l’anno prima, nel 2003, a Belgrado, sua città natale.

Marina Abramovic e Santa Teresa

Nella mostra di settembre, allestita nella Sala delle Carceri di Castel dell’Ovo, il castello più antico di Napoli, Marina Abramovic presenterà la serie video di “The Kitchen. Homage to Saint Therese”, un’opera nella quale l’artista si relaziona con una delle figure più sentite ma anche controverse del cattolicesimo, Santa Teresa d’Avila. Chissà cosa penserebbero i complottisti che l’hanno accusata di satanismo. In ogni caso, i video documentano le performance tenute nel 2009 da Abramovic nell’ex convento di La Laboral a Gijón, in Spagna.

«Siamo felici e onorati di riavere a Napoli una testimonianza della grande artista internazionale Marina Abramović che proprio nella nostra città realizzò negli anni Settanta una delle sue più celebri performance. L’energia della cultura sarà essenziale per recuperare la pienezza del vivere dopo quest’emergenza planetaria. Crediamo che sia importante oggi investire anche su una visione di serena normalità del prossimo futuro», ha dichiarato Luigi de Magistris, Sindaco di Napoli.

Visualizza commenti

  • Ma questa ex artista sta ancora tra i piedi?
    Sarei curioso di sapere quanto verra' pagata per la classica performance-immondizia, roba vecchia di 40 anni fa. Dovrebbero dare i soldi ai giovani artisti per finanziarsi i loro progetti, invece che buttarli per questa signora in decadenza con una marea di debiti e mantenuta dalle istituzioni pubbliche dato che nessun collezionista o mecenate privato investirebbe un solo dollaro per questa poveretta
    cosa presentera' questa volta? urla? pianti? grida? sicuramente qualcosa di mooooolto "ORIGGINALE" ....
    da queste parti stanno assumendo al McDonald,
    le conviene provare a cambiare mestiere

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Cultura digitale e formazione: quattro anni di Dicolab in un convegno a Roma

Quattro anni di lavoro e 20 milioni di euro di investimenti: Dicolab racconta il proprio impatto sulla trasformazione digitale del…

6 Giugno 2026 10:30
  • Musica

Riccardo Muti e le 3546 voci di Ravenna: una lezione di musica e comunità

Al Ravenna Festival, Riccardo Muti dirige 3546 coristi da tutta Italia in Cantare amantis est, un’esperienza collettiva di grande trasporto,…

6 Giugno 2026 9:30
  • Personaggi

Parola a Davide Vanin: come 21Art conquista Montecarlo e Jesolo

Con le mostre di Jan Fabre e Mario Ceroli, 21Art sbarca a Montecarlo e apre a Jesolo. In quest'intervista, il…

5 Giugno 2026 23:30
  • Progetti e iniziative

Eredità sovietica, biennali e spazi indipendenti: come la Lituania sta costruendo la sua presenza culturale in Europa

Con Laura Gabrielaitytė-Kazulėnienė, Addetta Culturale della Lituania in Italia, parliamo di diplomazia culturale, nuove generazioni artistiche e del progetto che…

5 Giugno 2026 18:00
  • Progetti e iniziative

Archivissima 2026: l’Archivio Generali apre le porte del grattacielo rosso di Trieste

L’Archivio Storico Generali aderisce ad Archivissima 2026 con visite guidate agli edifici iconici di Trieste e l'apertura straordinaria di Palazzo…

5 Giugno 2026 16:30
  • Mercato

Pace Gallery taglia 50 artisti e 50 dipendenti: è la fine delle mega-gallerie?

Pace Gallery taglia un terzo del suo roster di artisti e licenzia 50 dipendenti: è questo il bilancio del piano…

5 Giugno 2026 15:05