Mattia Moreni. Dalla formazione a L’ultimo sussulto prima della grande mutazione, veduta della mostra, Museo Civico delle Cappuccine, Bagnacavallo, 2025
Il progetto Mattia Moreni. Dalla formazione a L’ultimo sussulto prima della grande mutazione, a cura di Claudio Spadoni, è un percorso che coinvolge cinque musei della Romagna: un omaggio corale a un artista che ha attraversato le principali correnti del Novecento, senza mai aderire passivamente a nessuna (ne scrivevamo anche qui). Nato a Pavia nel 1920 e formatosi artisticamente a Torino, Moreni trovò in Romagna la sua patria elettiva: un territorio che segnò profondamente la sua vita e la sua arte.
Pittore e scultore tra i più inquieti e sperimentali del secondo Novecento italiano, Moreni si formò all’Accademia Albertina di Torino ed esordì nel Dopoguerra con un espressionismo visionario. Attraversò poi le fasi del neocubismo e dell’astrazione fino all’adesione temporanea al Gruppo degli Otto, presentato da Lionello Venturi, e alle partecipazioni alla Biennale di Venezia, alla Biennale di San Paolo e a Documenta.
Protagonista dell’Informale europeo negli anni Cinquanta, anche grazie al trasferimento a Parigi sostenuto da Michel Tapié, sviluppò una pittura segnico-materica di forte tensione emotiva. Dal 1964 avviò cicli iconici come le Angurie e le Pellicce, quindi le Marilù e le Atrofiche, fino alla Regressione della specie e agli Umanoidi, in cui la riflessione sulla mutazione dell’umano nell’era tecnologica diventa tema centrale. Stabilitosi dal 1966 in Romagna, morì a Brisighella nel 1999.
A Bagnacavallo, presso l’Ex Convento di San Francesco, è allestita la prima tappa di questo percorso, promossa dal Comune e dall’Associazione Mattia, e curata dal direttore del Museo Civico delle Cappuccine, Davide Caroli.
Oltre 40 le opere in esposizione, provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private – molte delle quali raramente visibili – tra cui alcuni lavori già presentati alla Biennale di Venezia, alla quale Moreni partecipò più volte a partire dal 1948, alla Quadriennale di Roma e in importanti musei europei. Il percorso si concentra sui primi vent’anni della sua attività, un periodo ricco di riconoscimenti, segnato dalle influenze dei pittori nordici, del Liberty e dei Ferraresi del Quattrocento. Ad accompagnare le opere, un’accurata documentazione che restituisce la vivacità della sua stagione giovanile, subito accolta con interesse dalla critica.
Il progetto, realizzato grazie alla collaborazione e al prestito di generosi collezionisti, e con il supporto di Manifattura Ceccarelli e Teikos Solutions, è accompagnato da un catalogo edito da Dario Cimorelli Editore che include le fotografie di tutte le opere esposte nelle cinque sedi e che è in vendita presso il bookshop della mostra.
Nell’ultimo mese di apertura sono in programma diverse visite guidate, maggiori info a questo link.
L'uscita del numero di exibart 131 è stata l'occasione di un'analisi su censura e soft power oggi. Un momento necessario…
Curata da Catherine Nichols, la Biennale di Lione 2026 esplorerà il legame tra economia e arte, ispirandosi al pensiero di…
Un nuovo spazio su exibart, promosso da DUAL Italia, interamente dedicato al collezionismo e al mercato dell’arte. Ecco la visione…
Allo showroom Gaggenau di Milano, una mostra di Betty Salluce apre un nuovo punto di vista sul rapporto tra corpo…
Dopo dieci anni, William Kentridge e Philip Miller tornano a Roma con BREATHE DISSOLVE RETURN, cine-concerto immersivo ospitato nella galleria…
Da settembre 2026, il piedistallo “vuoto” più famoso di Londra ospiterà Lady in Blue: la nuova commissione pubblica dell’artista americana…