Valentina Vetturi, I Never Think of the Future.It Comes Soon Enough, Stazione ferroviaria di Zug, 2018, courtesy l'artista, ph EdumarFim
«Non si ferma il viaggio del MAXXI L’Aquila, guidato dal Direttore Bartolomeo Pietromarchi nel mondo delle performance: prossima tappa Performative.01 Phygital, un nuovo programma curato da Chiara Bertini e Serena Tabacchi, Direttrice del Museum of Contemporary Digital Art (MoCDA) e dedicato all’interazione tra la performance e il mondo digitale», hanno spiegato gli organizzatori. Il progetto è esperibile fino al 13 febbraio al MAXXI L’Aquila e sulla Metaverse art space platform online Arium (arium.xyz)
Il programma di Performative.01 Phygital continuerà nel 2022 con due appuntamenti che avranno come protagonisti gli artisti Miltos Manetas e Michela De Mattei.
Questa sezione «testimonia il crescente interesse del MAXXI verso il rapporto e la ricerca tra arte e nuove tecnologie, permetterà al pubblico di arricchirsi di una nuova esperienza phygital, a metà tra fisico e digitale, in una continua evoluzione tra lo spazio fisico del museo a L’Aquila e il metaverso di Arium. Uno spazio virtuale tridimensionale, interattivo ed esperibile in condivisione con altri “naviganti” che avranno l’opportunità di interagire tra loro visitando il link di ogni progetto. Il programma si svilupperà nel corso di tutta la stagione espositiva presentando periodicamente interventi di artisti tra nuove produzioni e inediti, che affronteranno aspetti diversi a testimonianza dell’interesse sempre più marcato del MAXXI a sviluppare rapporti e ricerche volti ad approfondire i temi tra arte e nuove tecnologie», ha proseguito il museo.
Il programma della sezione phygital di Performative.01 ha preso avvio il 27 novembre 2021 «negli spazi di Palazzo Ardinghelli e online su Arium con Valentina Vetturi, artista transdisciplinare che già dal 2015 si è interessata alle tecnologie del web e alla cultura hacker incontrando e discutendo con programmatori, attivisti, pensatori e alimentando le sue ricerche con un Master of Science in Digital Currencies (2019)», ha ricordato il museo.
«Il MAXXI L’Aquila presenta la sua nuova produzione I Never Think of the Future. It Comes Soon Enough #2 (2021) definita dall’artista come un “paesaggio performativo” che permetterà al pubblico di confrontarsi con la storica Cypherpunk Mailing List (1992/2000 ca.). Uno dei luoghi online più significativi di dibattito e incontro dell’internet delle origini in cui scienziati, attivisti e intellettuali hanno discusso e si sono interrogati su come il mondo sarebbe cambiato attraverso l’uso di queste nuove tecnologie, approfondendo questioni che sono ancora oggi di grande attualità. Tra i protagonisti di questo forum compaiono: la “santa protettrice degli hacker” Jude Milhon, i fondatori e autori di vari manifesti Cypherpunk Tim May e Eric Hughes, il fondatore di Wikileaks Julian Assange, il crittografo inventore del software PGP (pretty good privacy) Philip Zimmerman. È stato questo il “luogo” in cui oltre diecimila subscribers hanno scambiato idee e questioni su ciò che oggi utilizziamo e cerchiamo di regolamentare ancora: Internet, privacy, crittografia, pseudonimia e anonimato, denaro digitale, per fare alcuni esempi. A questo nutrito dibattito poi si è aggiunto nel 2008 il whitepaper del misterioso Satoshi Nakamoto che ha lanciato in rete i bitcoin e la blockchain.
I testi della mailing-list sono reinterpretati da Vetturi in una partitura decentralizzata che si compone di immagini, voci e suoni da esperire in un gioco di rimandi tra il museo e la piattaforma digitale. “Un paesaggio, un disegno di movimenti e improvvisazioni che si attivano in dialogo con il pubblico”. I testi sono estratti da In The Corridor of Cyberspace (V. Vetturi, 2016, Strauhof Museum Zurigo), una pubblicazione in cui alcuni frammenti della Cypherpunk Mailing List sono stati scelti casualmente da un programma generativo, che ha identificato ogni volta in questo enorme archivio le stringhe di email in cui appaiono una tra queste cinque parole “better”, “chance”, “to gain”, “enough” and “entropy”. L’eco di queste discussioni entrerà in dialogo con le opere della collezione in mostra e come afferma l’artista, “con il dibattito mainstream sulla proprietà dei dati che produciamo in rete, sulle criptovalute e la blockchain”.
Questo nuovo paesaggio performativo di Valentina Vetturi – parte di un ciclo di lavori, I Never Think of the Future. It Comes Soon Enough (2016/ in corso) – invita anche a riflettere sul senso che abbia oggi, nell’epoca degli NFT (non-fungible tokens), della scarsità digitale, dedicare un lavoro ad uno dei pilastri dell’internet delle origini, a questo forum accessibile a tutti online ancora oggi», si legge nel comunicato stampa.
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