Categorie: Mostre

Venezia: la rivoluzione digitale della Scoletta dell’Arte

di - 6 Settembre 2024

La Scoletta dell’Arte dei Tiraoro e Battioro è un incredibile edificio sul Canal Grande di Venezia: uno splendido spazio che, durante il XVIII secolo, ospitava niente meno che la Corporazione degli artigiani dediti alla produzione di fili e foglie d’oro.

A partire dal 19 aprile, alla Scoletta è stato restituito il suo originale ruolo di scuola d’arte, grazie ad un’esposizione che, ai pregiati lavori in oro del passato è andata a sostituire stringhe di codici e video-installazioni. Si tratta della mostra Scoletta dell’Arte: Digital Reform, un progetto espositivo curato dal critico Antonio Geusa e presentato dalla piattaforma per l’arte digitale TAEX.

L’esposizione, più che fornire risposte, propone al visitatore tutta una serie di quesiti e riflessioni sul ruolo che le nuove tecnologie giocano all’interno della società.

Accurat Data Landscapes_ Venice Pen plotter on paper 2024

Il ruolo dell’artista nell’epoca dell’intelligenza artificiale, la configurazione degli spazi mentali, la perdita (e riacquisizione) della nostra umanità sono, perciò, tutti temi che vengono indagati in mostra, a partire dall’opera You are making art (2024) di Andrea Meregalli, che accoglie lo spettatore all’inizio del percorso espositivo.

Nell’epoca del prosumer (lo spettatore che, con un solo tocco, può diventare produttore di contenuti), Meregalli riflette attivamente sulla presenza dell’artista nella produzione e nell’utilizzo di materiale digitale. Qui, infatti, l’artista non propone un’opera fisica nel senso tradizionale, ma piuttosto diventa il creatore di un software generativo. Essenziale, per completare il lavoro, è però la presenza fisica del visitatore, la cui immagine viene catturata e rielaborata dall’algoritmo.

Andrea Meregalli, You Are Making Art, People AI software and mixed media, 2024 Image courtesy of Andrea Meregalli

Particolarmente interessante è, poi, il video Virus Becoming (2022) di Shu Lea Cheang (vincitrice del LG Guggenheim Award 2024). Ispirato dalla dolorosa esperienza della pandemia, il video è un racconto distopico e fantascientifico, un’indagine sul corpo in cui il virus diventa uno strumento di liberazione e un modo per riconciliarsi con la propria umanità. Come scrive il curatore, infatti: «Quando i corpi umani vengono colonizzati per il profitto, il virus è l’unica speranza».

Da un certo punto di vista, un filo rosso collega questo lavoro con l’opera Neo-Mastr Portraits, video di Funa Ye del 2023. Si tratta di una vera e propria galleria digitale di ritratti generati dall’intelligenza artificiale basandosi sui selfie dei membri della comunità Shamate, una sottocultura emersa in Cina sul finire degli anni 2000. Essa si caratterizza per uno stile eccentrico e un forte desiderio di ribellione.

Shu Lea Cheang, UKI Virus Rising, 2024 (2023)

Come in Virus Becoming, infatti, anche in questo caso si tratta di infiltrarsi nel ventre della bestia che ci opprime, sia essa il capitalismo, la pressione sociale o la storia dell’arte, che, in questo caso, viene riscritta con nuovi canoni di rappresentazione.

Scoletta dell’Arte: Digital Reform, dunque, si pone come un’importante riflessione su ciò ce la tecnologia può (e non può) fare e, in un luogo da sempre dedito alla produzione artigianale, propone un nuovo tipo di concezione artistica: quella digitale.

Gli artisti in mostra: Shu Lea Cheang, MAOTIK (Mathieu Le Sourd), Funa Ye, Andrea Meregalli, Francesco D’Isa.

TAEX Scoletta dell’Arte

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