XXL, installation view. Ph. Piercarlo Quecchia, Dsl Studio
A Brescia, in un ex vetreria che conserva intatto il fascino di architettura industriale del passato, nasce FERTILE, il nuovo progetto e seconda sede di Palazzo Monti, il palazzo del XIII Secolo con affreschi Settecenteschi di proprietĂ della famiglia Monti nonchĂŠ centro culturale che ospita un programma di residenza artistica con allâattivo piĂš di 270 artisti ospitati in otto anni. Fondato da Luca Cremona, Edoardo Monti e Sole Castelbarco Albani, il nuovo spazio, con una superficie di 300 metri quadrati, ospita uno spazio espositivo per i progetti temporanei come per la collezione permanente, ma anche studi dâartista a breve e lungo termine, spazi dedicati al design, parte dellâarchivio della collezione privata, stanze multifunzionali, una cucina e un giardino idroponico interno.
La mostra inaugurale XXL presenta opere pittoriche di grandi dimensioni attinte al vasto archivio di Palazzo Monti e mai esposte prima. Lâesposizione presenta artisti con storie, stili e attitudini diverse. La pittrice Sahara Longe (Sierra Leone, 1994) sviluppa nei suoi dipinti il tema dellâintegrazione sociale tra uomo e donna in chiave post-coloniale, racchiudendo tutto il dolore della popolazione nera. Nei suoi quadri confluiscono la sua formazione fiorentina, lâereditĂ classica e quella africana, dove le citazioni storico-artistiche si stratificano in un linguaggio formale che va oltre alla mera imitazione. Contrariamente a Sahara Longe, invece, nei paesaggi di Francesco Cima (Pietrasanta, 1990) la figura umana appare raramente, offrendo maggiore spazio ad altre specie viventi, o alternativamente a oggetti preziosi della sua immaginazione. Lâattenzione ai dettagli, cosĂŹ come la capacitĂ istintiva di collegare spazi fisici e temporali apparentemente distanti, sono alcune delle peculiaritĂ che caratterizzano i dipinti di questâartista. Attraverso pennellate sottili, Cima non si limita a rendere semplicemente vedute, ma vasti territori dove molteplici dimensioni possono trovare rifugio, spingendo i confini materiali della pittura a olio oltre lâimmaginabile.
Dalla pittura ad olio e dallâatmosfera nebulosa dei dipinti di Cima veniamo catapultati nel mondo di Oscar Giaconia (Milano,1978) che risulta essere una coltura di esperimenti, materiali e trasformazioni fisiche, lasciati a decantare o modificati nel tempo. Giaconia tratta la tela come un corpo che ambisce alla terza dimensione, la sua pittura è lâesito di unâoperazione artistica che va però oltre i limiti dei suoi elementi, sfidando le forze di attrazione del campo della narrazione visiva in una visione scultorea che entra ed esce dallâimmagine.
Tanto ârumorosiââ i lavori di Giaconia quanto âsilenziosiâ quelli di Clarissa Baldassarri (Civitanova marche, 1994) che ambiscono a instaurare un dialogo silenzioso con chi vi entra in contatto. Spaziando tra scultura, video installazione e progetti site specific, i suoi lavori intendono riflettere sui limiti percettivi e sulle infinite possibilitĂ di superamento del concetto di limite. Le opere, piĂš che fornire soluzioni assolute, divengono ausili di cui ci si può servire per guardare e ascoltare oltre le barriere fisiche sensoriali.
Baldassarri ingaggia con il pubblico un confronto intimo che tocca questioni esistenziali, invece Sophie Spedding (Regno Unito, 1995) rappresenta lâuomo alienato da disturbi fisici e psicologici. Nei suoi dipinti il colore gioca un ruolo fondamentale, perchĂŠ sottolinea lâestraniamento dalla realtĂ dellâuomo in preda al dolore fisico. Queste sono solo alcuni degli artisti presenti nella mostra ââXXLââ di Fertile, un nuovo progetto di livello internazionale a Brescia che per questa mostra inaugurale ha deciso di darci la possibilitĂ di vedere opere inedite di artisti italiani e internazionali.
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