Categorie: napoli

fino al 20.I.2004 | Luigi De Simone | Napoli, Galleria Mimmo Scognamiglio

di - 18 Dicembre 2003

Una tendenza comune riscontrabile nel lavoro degli artisti di quest’ultima generazione sembra essere il rifiuto ad una visione che richieda un impegno, ideologico o mentale, legato alla maturità e al mondo degli adulti. Viene privilegiato il rituale del gioco, la rappresentazione di feticci legati all’universo infantile. Uno dei precursori, Maurizio Cattelan, ha indagato, in modo davvero imprevedibile, sul cortocircuito tra realtà e finzione e sullo slittamento dei codici visivi. Memori della sua lezione, i napoletani Piero Golia e Paolo Berardinelli si sono adoperati in azioni ludiche, grottesche e spettacolari, capaci di portare lo spettatore alla riflessione in modo leggero e affabile.
Luigi De Simone afferma di voler “prendersi cura” delle cose del mondo con un atteggiamento teso a salvaguardare la propria personalità e la propria salute psichica in un mondo sempre più difficile. La realtà a lui più vicina e quella delle periferie,l’espressione limite della configurazione urbana. Ciò che è più arduo è catturare un senso estetico nel degrado (architettonico e sociale) dello spazio. Tutti i segni mediatici che procedono da questo spazio senza qualità sono icone del disordine del territorio, non hanno neanche più il tempo di acquistare valore di realtà, vengono abbandonati a se stessi. In un lavoro precedenti l’artista mirava a circoscrivere il territorio in un ambito completamente suo, realizzando con materiali di recupero una casetta nella quale ha anche abitato. In essa è riuscito a far coincidere, in un’unica rappresentazione, fantasia e realtà, creando un rifugio in cui è evidente l’assunzione di un punto di vista “positivo” da opporre alle contraddizioni e al caos del mondo esterno. In un altro lavoro, realizzato per la Biennale di Valencia, si pose l’obiettivo di evidenziare, circoscrivendolo e recuperandolo, il tessuto urbano del centro storico.
Per questa mostra, relazionandosi con la realtà napoletana, l’artista ha costruito un grande cubo utilizzando la carta destinata al macero. Alta tre metri e larga tre, la scultura è aperta su un lato permettendo allo spettatore di entrare e girare a piacere per percepire l’odore e la consistenza della materia. Si può pensare alla grande installazione che occuperà Piazza del Plebiscito per le feste di questo Natale 2003. Progettata dall’artista Richard Serra sarà una grande spirale di ferro praticabile al suo interno fino al centro dove lo spettatore si troverà circondato. Se la forza di questo tipo di intervento è nella monumentalità, per il “cubo di Kubrick” progettato da De Simone, che vuole alludere al monolito di 2001 0dissea nello spazio, il senso va ricercato non nella grandiosità e neanche nell’impenetrabilità, ma nella sua propria e intrinseca fragilità. Un dato visivo che viene ripreso anche nella rete di strisce di carta presente nell’altra stanza, che è capace di dilatarsi, amplificarsi, volatilizzarsi pur restando perfettamente trasparente e oltrepassabile.

maya pacifico
mostra vista il 4 dicembre 2003


Galleria Mimmo Scognamiglio artecontemporanea
Napoli Via M. D’Ayala 6 (zona Riviera di Chiaia)
Orario: dal lunedì al sabato dalle 11 alle 19
Sabato e festivi su appuntamento
Tel. 081.400871 Fax. 081.19576621
Website: http://www.mimmoscognamiglio.com
e-mail: info@mimmoscognamiglio.com


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