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Al MAXXI l’identikit della Millennial Generation

di - 25 Ottobre 2017
Con il termine Generazione Y, (conosciuta anche come Millennial Generation, Generation Next o Net Generation) si indica la generazione del nuovo millennio. I suoi appartenenti, detti Millennial o Echo Boomer, sono i ragazzi nati tra gli inizi degli anni Ottanta e i primi anni Duemila. Sono, in buona sostanza, i figli della crisi conclamata, cresciuti a colpi di selfie e social, con il tormentone del “posto fisso”. Considerati sbrigativamente come degli “agnellini” per la loro tendenza di vivere ancora con la propria famiglia, si stanno dimostrando “lupi inafferrabili”, soprattutto per gli esperti di marketing che cercano di accalappiarli.
A raccontarli contribuisce da oggi un loro progetto, di Millennials sui Millennials. È “Generation What?”, con cui il MAXXI partecipa alla seconda edizione di Contemporaneamente Roma, l’iniziativa del Comune di Roma per il sostegno dei talenti creativi emergenti. Una mostra, pertanto, curata dai giovani studenti della VII edizione del Master in Management delle Risorse Artistiche e Culturali (promosso nella Capitale da Fondazione Terzo Pilastro e IULM), che coinvolge altri giovani, dieci in tutto, tra artisti, fotografi, performer, video-artisti, scultori, disegnatori: Mattia Ammirati, Francesco Capponi, Chiara Fazi, Andrea Gandini, Iacopo Pasqui, Jago, Paolo Raeli, Daniele Rosselli, Valentina Sommariva e Livia Sperandio. Chiamati a interpretare, attraverso la propria ricerca artistica e espressiva, i Millennials appunto. Cioè se stessi. E il punto di partenza è quanto mai scientifico. Numeri. Percentuali. Algidi sì, ma inesorabilmente puntuali. Sono i risultati dell’omonima indagine sociologica online “Generation What?” sostenuta, a livello europeo, da EBU (European Broadcasting Union) nel 2016 e in Italia dalla RAI, cui hanno partecipato oltre un milione di giovani europei tra i 16 e i 34 anni. Che ci restituisce un loro accurato e inedito ritratto fatto di interrogativi, idee, paure e speranze: i Millennials sono la prima generazione nativa digitale, ma anche quella con il più alto tasso di disoccupazione e di ritardo nell’uscita dal nucleo familiare; sono cresciuti nella globalizzazione ma interessati al locale, attenti alle questioni ambientali e al confronto con altre culture. Conoscono la crisi, l’incertezza del mercato del lavoro, il terrorismo, ma anche la mobilità agevolata (ricorre quest’anno il 30ennale dell’Erasmus), la velocità di scambio di informazioni e merci, la moneta comune, le opportunità di lavoro internazionali. È quanto promana, tra l’altro, anche dalla lucida sintesi, non priva di empatia, offerta dalle opere esposte da oggi al Corner del MAXXI. Penso per esempio a Facelock di Jago (artista, classe 1987, che dell’impiego dei social, peraltro, con i suoi video divenuti virali, ha fatto un elemento imprescindibile della propria processualità artistica). Dove si scorge quello che sembra essere un identikit scultoreo del Millennial tipo (nella foto in alto), aggiornato e competente, ma allo stesso tempo profondamente stretto nella morsa della propria fragilità, colma di domande sul mondo che lo circonda e sul futuro incerto che lo attende. (Cesare Biasini Selvaggi)
In alto: Jago, Facelock, 2016. Marmo, ferro e legno, 114 x 114 x 20 cm
In home: Francesco Capponi, Federica, Alessandra Laura e Andrea – Ritratti Fiscali di Lavoratori Fantasma, stampa termica su scontrini usati, 75×50 cm c.u. © Francesco Capponi 2017
INFO
Opening: ore 18.00
“Generation What?”
dal 26 al 29 ottobre 2017
Corner MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo
via Guido Reni 4/A, Roma
apertura al pubblico: giovedì 26 ottobre: ore 11.00 – 20.00; venerdì 27 e sabato 28 ottobre: ore 11.00 – 22.00; domenica 29 ottobre: ore 11:00 – 19:00
ingresso libero
www.maxxi.art

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