Marco Del Re
A neanche 70 anni ci ha lasciati Marco Del Re, artista poliedrico e sperimentatore che da oltre trent’anni viveva a Parigi.
Nato a Roma nel 1950, dopo gli studi di architettura, si dedica al teatro e alla fotografia ma è dopo l’incontro con Arturo Schwarz che decide di dedicarsi alla pittura e alle tecniche incisorie.
La sua ricerca, oltre alla pittura in senso canonico, ha abbracciato molte tecniche e supporti dalla litografia alla xilografia al monotipo, dalla carta al tessuto, dal legno alla ceramica, dalla gouache agli inchiostri.
Il disegno è sempre stato alla base della sua produzione artistica: un segno netto, inciso, fermo fa sì che l’immagine appaia definita e nitida nei contorni, ma sommaria e scarna nei particolari. Quel segno che sottende la pittura mette in luce la sua aderenza alla tradizione italiana che si manifesta anche con forti influenze della statuaria romana, del primitivismo e dei grandi nudi della tradizione classica.
Marco Del Re, da profondo conoscitore, ha rielaborato la storia dell’arte del passato in modo autonomo ma nella sua produzione sono molto forti anche le aderenze con il mondo letterario dagli antichi classici latini alla mitologia, dalla favola alla poesia. Alla cultura italiana acquisita negli anni della formazione l’artista ha sommato il bagaglio culturale acquisito con la sua permanenza in Francia e quindi è evidente l’occhio rivolto all’avanguardia del Novecento Matisse, Bonnard, ma anche Braque e De Chirico. Il suo percorso narrativo e artistico si è man mano riattualizzato, niente è rimasto come prima, tutto si è modificato pur mantenendo invariati i temi e gli stilemi di base.
Come ha avuto modo di scrivere Olivier Kaeppelin «Marco Del Re, è un artista che in una società in crisi sceglie di opporsi alla presenza dell’inquietudine e dei pericoli con un contropiede estetico ed etico: nella sua opera, questo lo fa con la leggerezza e con la gioia permettendo non di dimenticare ma di trovare, nell’arte, un piacere spirituale che giochi come una risposta alla malinconia».
Seppur abbia vissuto circa la metà della propria esistenza in Italia, tra Roma e Venezia, la consacrazione di Del Re nel mondo dell’arte avviene in Francia dagli inizi degli anni Novanta quando entra nella “scuderia Maeght” affrontando, nella loro stamperia, le più svariate tecniche grafiche.
La sua prolifera attività espositiva lo porta in Turchia, Giappone, Corea, Stati Uniti, Cina ma la Francia rimane il luogo del cuore dove ha più volte proposto le proprie opere e dove è in questi giorni ancora in corso una sua personale alla Galerie Maeght.
Presso Le Stanze della Fotografia, sull’isola di San Giorgio Maggiore, fino al 5 luglio, una grande retrospettiva dedicata a Horst…
La galleria parigina sceglie Porta Venezia per la sua prima sede fuori dalla Francia e inaugura con Sutura, personale di…
Arte contemporanea, danza e musica per la Cerimonia di Apertura Paralimpica realizzata da Filmmaster: Alfredo Accatino ci racconta il progetto…
La Fondazione Il Bisonte presenta le opere di Lori Lako, Leonardo Meoni, Bianca Migliorini e Chiara Ventura, nella mostra conclusiva…
Margaret Whyte rappresenterà l’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con un’installazione che intreccia tessuti e resti tecnologici per riflettere sul…
L’inchiesta di Reuters sull'identità di Banksy apre una domanda: a chi giova conoscere il suo vero nome? Un’analisi del suo…