Giorgio Galli
Grandissima voce culturale e critica, scompare oggi a Camogli, in provincia di Genova, il politologo Giorgio Galli.
Galli aveva 92 anni e la sua carriera era stata consacrata nel 1966 con un libro che è rimasto nella storia anche per il titolo, Il bipartitismo imperfetto, dove Galli analizzava la Democrazia Cristiana e il suo essere anti-moderna e il Partito comunista, raccontando come sia la prima formazione che la seconda, con la sua retorica antisistema fossero entrambi inadatti a governare. Argomenti delicati e che sembrano appartenere ad altri tempi, nonostante la lucidità di un pensiero valido anche nel nostro presente.
“Galli è una figura straordinariamente importante, perché ha sempre aggiunto, anziché togliere. Ha aggiunto in termini di comprensione e di intelligenza sociale e di possibilità di leggere la realtà in tutte le sue sfaccettature” aveva dichiarato lo scorso anno Diana De Marchi presiede la Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili del Comune di Milano che lo scorso anno aveva ufficialmente presentato la candidatura di Galli all’Ambrogino d’Oro.
Nato a Milano nel 1928, Galli per oltre trent’anni era anche stato docente di storia delle dottrine politiche all’Università Statale.
Nella sua lunga storia intellettuale Galli aveva scritto anche di altre vicende di partiti, cominciando dalla Storia del Partito comunista italiano, con Fulvio Bellini, nel 1953 edito da Schwarz, e poi Il capitalismo assistenziale (SugarCo, 1977), firmato con Alessandra Nannei, Storia del partito armato (Rizzoli, 1986) fino a Il golpe invisibile (edito con Kaos, nel 2015, in cui elencava lo svuotamento della democrazia della repubblica italiana, ad opera silenziosa dei famosi “parassiti” e, sempre sul pezzo, aveva ben illustrato la prevalenza della finanza sulla politica nel saggio Il potere che sta conquistando il mondo, scritto con Mario Caligiuri e uscito nello scorso luglio. Tra le indimenticabili attività del politologo anche la curatela del volume Hitler e il nazismo. Album del Terzo Reich, edito da Rizzoli nel 1994.
Giorgio Galli era compagno da lungo tempo della critica d’arte e curatrice, e collaboratrice di exibart, Francesca Pasini, alla quale la nostra redazione si unisce e esprime le più sentite condoglianze.
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