Categorie: Personaggi

Addio a Sean Connery, indimenticabile “agente segreto”. L’annuncio della BBC

di - 31 Ottobre 2020

La notizia, appena diffusa, sta rimbalzando sui canali d’informazione di tutto il mondo e si moltiplicano i messaggi di cordoglio.

Aveva fatto di tutto Sean Connery, fervente scozzese che mai aveva nascosto l’amore per il suo Paese e nemmeno per il kilt: il bagnino, il muratore, il lavapiatti, il verniciatore di bare, la guardia del corpo e, visto che era alto 189 centimetri, anche il modello. Poi era stato attore di teatro, nei primi anni ’50, aveva partecipato a Mister Universo nel 1953 (e si era classificato terzo) e, alla fine – quel gran figo di Sean Connery – aveva svoltato con il cinema.

Sean Connery era nato a Fountainbridge, un sobborgo di Edimburgo, nel 1930, aveva festeggiato i 90 anni ad agosto e da anni soffriva del morbo di Alzheimer, che dal 2017 lo aveva portato a non comparire più in pubblico ma, come già da tempo era avvenuto, Connery era stato trasformato nel mito che oggi tutti piangono e ricordano. Le origini, di questo mito, risalgono a quasi sessant’anni fa, al 1962 precisamente, anno in cui l’attore fu scelto quando fu scelto da Albert Broccoli e Harry Saltzman per interpretare James Bond, nome in codice 007, l’agente segreto protagonista dei romanzi di Ian Fleming. Furono 7 le pellicole in cui Connery recitò il ruolo di Bond, rinunciando al personaggio che gli è rimasto cucito addosso nel 1967.

Eppure il grande Sean Connery, nonostante l’aderenza a James Bond, in tutta la sua carriera ha recitato in qualcosa come 94 film, tra cui Marnie (1964) di Alfred Hitchcock, Una splendida canaglia (1966) di Irvin Kershner, 1855 – La prima grande rapina al treno (1979) di Michael Crichton; Atmosfera zero (1981) di Peter Hyams, I banditi del tempo (1981) di Terry Gilliam, Cinque giorni una estate (1982) di Fred Zinnemann, e Il nome della rosa dove interpretava il ruolo di Guglielmo da Baskerville, il monaco enigmatico, nel film-cult di Jean-Jacques Annaud, tratto dall’omonimo romanzo scritto da Umberto Eco. Il film è un anticipo sull’Oscar che Connery riceverà due anni successivi: il suo ruolo ne Il nome della rosa infatti prese il BAFTA come miglior attore e diverrà una delle più celebri interpretazioni della sua carriera.
Due anni dopo, appunto, fu Oscar (1988), per il ruolo in The Untouchables.

Articoli recenti

  • Fotografia

A Torino il collettivo Kublaiklan ha aperto K!, nuovo laboratorio politico dell’immagine

Intervista a Kublaiklan per l’apertura di K!, il nuovo spazio torinese in cui la fotografia collaborativa si misura con territorio, educazione visiva…

5 Maggio 2026 20:00
  • Arte contemporanea

Anselm Kiefer arriva a Valencia, per il debutto europeo di un’opera monumentale

A Valencia ha inaugurato una mostra che mette in dialogo l’architettura barocca delle sale restaurate del Palacio de Valeriola e…

5 Maggio 2026 18:10
  • Mercato

Christie’s ha venduto un vaso per $ 22,3 milioni

Si tratta dell'oggetto più prezioso aggiudicato all'asta in Asia quest'anno, fino ad oggi. E si inserisce in una settimana interamente…

5 Maggio 2026 16:31
  • Attualità

Triennale Milano, verso il nuovo CdA: Trione in pole per la presidenza

In via di definizione il nuovo CdA della Triennale Milano: Vincenzo Trione è il nome più accreditato per la presidenza…

5 Maggio 2026 14:37
  • Arte contemporanea

Biennale Arte 2026, le presenze italiane al Padiglione Tanzania

Ciro Palumbo e Sasha Vinci tra gli artisti partecipanti al Padiglione Tanzania alla Biennale Arte 2026: il progetto Minor Frequencies…

5 Maggio 2026 13:28
  • Arte contemporanea

Attraverso la libertà si restituisce l’arte: nello studio di Francois Reboul

François Reboul restituisce nella pittura una vita intera, dal caos del gesto alla ricerca di un equilibrio visivo e interiore:…

5 Maggio 2026 12:30