Categorie: Personaggi

È morta Ornella Vanoni, la cantante che aveva la capacità di attraversare i confini dell’arte

di - 22 Novembre 2025

Con la scomparsa di Ornella Vanoni si chiude un capitolo della cultura italiana che va ben oltre i confini della musica leggera. Nata nel 1934 nella borghesia milanese, Vanoni ha incarnato una figura di artista totale in un’epoca in cui queste contaminazioni erano ancora rare: attrice formata alla scuola di Strehler al Piccolo Teatro, interprete raffinata, cantautrice ante litteram, presenza scenica magnetica.

La sua parabola artistica parte proprio da quella Milano culturale che negli anni Cinquanta ridefiniva il rapporto tra élite e popolare. Le “Canzoni della Mala” – progetto intellettuale di Dario Fo e Fausto Amodei presentato come recupero antropologico – la consacrano come figura liminale: una voce che portava la strada nei teatri d’avanguardia, che faceva della marginalità urbana materiale estetico. Era, in fondo, arte concettuale applicata alla canzone, anni prima che il termine entrasse nel vocabolario critico italiano.

Ma è la sua capacità di muoversi tra linguaggi e geografie a renderla figura cruciale per comprendere la cultura italiana del secondo Novecento. Dalla bossa nova brasiliana al jazz newyorkese (l’album “Ornella &” con Gil Evans, Herbie Hancock e George Benson rimane un unicum nella discografia italiana), dalla canzone d’autore al teatro musicale di Broadway con Rugantino, Vanoni ha praticato una forma di nomadismo culturale che anticipava la globalizzazione degli immaginari.

Il suo timbro vocale – quella raucedine elegante, quel fraseggio che abitava le parole più che cantarle – era riconoscibile come una firma visiva. Non è un caso che la sua presenza scenica fosse sempre considerata anche in termini plastici: icona di stile, volto fotografato dai grandi ritrattisti, corpo che incarnava un’idea di femminilità intellettuale e sensuale insieme.

Vanoni lascia un’eredità che va interrogata non solo in termini musicali, ma come modello di artista capace di costruire un percorso autonomo, di scegliere le proprie collaborazioni come curatore sceglie opere per una mostra, di fare della propria vita stessa un’opera di narrazione continua. I suoi 55 milioni di dischi venduti sono la misura commerciale di un fenomeno che ha ridefinito cosa significasse essere donna, artista e intellettuale nella cultura italiana del Novecento.

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Coniglio, simbolo pasquale e icona pop

Secondo Herman Hesse, «dove animali più nobili si estinguono, vince il coniglio, che non ha pretese, vive contento e continua a riprodursi all’infinito».…

5 Aprile 2026 0:02
  • Arte contemporanea

In una galleria di Roma Pedro Torres ha trasformato le onde gravitazionali in esperienza poetica e sensoriale

A Roma, la mostra Palpita costruisce un ambiente di luce e suono ispirato alle onde gravitazionali, dove interferometria e installazione…

4 Aprile 2026 17:00
  • Mostre

Quattro artisti contemporanei rileggono La Crocifissione di Hans Memling

In rapporto alle opere Matteo Fato, Stefano Arienti, Julia Krahn e Danilo Sciorilli prodotte appositamente, il Museo Diocesano di Milano…

4 Aprile 2026 14:30
  • Mostre

Nel mondo di Tina Dion, dove l’immagine porta le tracce del rimosso

L’artista irano-americana Tina Dion porta la pittura figurativa in un territorio fluido e ricco di simboli, dall'identità femminile alla diaspora:…

4 Aprile 2026 12:30
  • Danza

McGregor, Maillot, Naharin: tre visioni della danza contemporanea alla Scala

Le coreografie di Wayne McGregor, Jean-Christophe Maillot e Ohad Naharin entrano in repertorio alla Scala di Milano: un trittico che…

4 Aprile 2026 11:30
  • Mostre

Giochi di parole, scambi di paesaggi: Barry e Rubsamen in mostra alla Galleria Artiaco

La Galleria Alfonso Artiaco di Napoli presenta due mostre di Robert Barry e Glen Rubsamen: tra i colori del linguaggio…

4 Aprile 2026 10:30