Di poeti, diceva Moravia, ne nasce uno ogni centâanni, riferendosi a Pierpaolo Pasolini subito dopo lâuccisione di questâultimo. Per storici dellâarte come Maurizio Calvesi, probabilmente, vale lo stesso discorso. La scomparsa avvenuta poche ore fa di un gigante della storia dellâarte italiana è una di quelle notizie che ha fatto immediatamente il giro del web e ha prodotto unâondata di cordoglio presso tutta la comunitĂ artistica, come poche volte avevo avuto modo di avvertire.
Maurizio Calvesi è stato una figura di spicco nella critica dâarte italiana per piĂš di sessantâanni. La sua mole di studi abbracciava un arco temporale vastissimo, che partiva dal Rinascimento e arrivava fino alla contemporaneitĂ . A lui il merito di aver riscoperto Umberto Boccioni, nel 1953, con una mostra al Palazzo delle Esposizioni di Roma e, in generale, tutto il movimento Futurista. Ma fondamentali sono stati anche i suoi studi su De Chirico, Duchamp, oltre a tanti degli artisti della Scuola di Piazza del Popolo da lui promossi.
Ho avuto la grande fortuna di vivere a stretto contatto con il Professore per oltre quindici anni, facendogli anche da assistente, agli inizi. Aveva una grande stima nei miei confronti, dovuta al fatto che ero, secondo lui, lâunico che conosceva gli anni Sessanta meglio di lui. In effetti, la mia formazione universitaria si era concentrata soprattutto sulla Scuola romana di Piazza del Popolo e, forse, egli vedeva in me una sorta di suo erede.
Ricordo le gite in macchina, guidata dal Professore, per andare a trovare Cesare Tacchi nel suo studio di Torrempietra, con le urla disperate della moglie che aveva una paura tremenda della sua guida. Ma ricordo anche tanti suoi insegnamenti, il modo di condurre le ricerche, il suo occhio sicuro nellâindividuare le opere false dei tanti Boccioni o presunti tali che giungevano nel suo studio per essere archiviati.
Con lui ho avuto il privilegio di scrivere a quattro mani il catalogo generale di Boccioni edito da Allemandi nel 2016. Ci teneva che fosse un suo allievo a raccogliere questa importante ereditĂ . Un onore e un onere che mi accompagnerĂ per tutta la vita. Da oggi lâItalia dellâarte sarĂ orfana di uno dei suoi figli migliori ma sono certo che i suoi insegnamenti saranno imperituri, come lo sono tutti i grandi artisti che lui ha studiato nel corso della sua lunga e gloriosa carriera.
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