Categorie: Personaggi

Si dimette il neonominato direttore dell’Accademia di Belle Arti di Roma

di - 28 Maggio 2020

Dopo neanche cinquanta giorni dalla sua nomina a direttore dell’Accademia di Belle Arti di Roma, Andrea Lelario rassegna le dimissioni con effetto immediato al ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi. Le sue dimissioni sono un j’accuse che non le manda a dire ai “mandanti” di questa sua scelta: «impossibilità a proseguire ulteriormente il mio mandato per la situazione di estrema conflittualità di una parte del corpo docente non sopita neanche in questo particolare e drammatico periodo in cui verte il Paese». Qui di seguito riportiamo integralmente il testo delle dimissioni.

Le dimissioni di Andrea Lelario

«Con rammarico e profondo dispiacere constato l’oggettiva impossibilità a proseguire ulteriormente il mio mandato per la situazione di estrema conflittualità di una parte del corpo docente non sopita neanche in questo particolare e drammatico periodo in cui verte il Paese.

Come è nella mia indole ho provato, ma invano, a rasserenare gli animi, che ho trovato esacerbati e poco collaborativi, e ho cercato, sempre invano, di riportare i temi delle discussioni su dialettiche costruttive nell’interesse primario dell’intera Istituzione e di tutti coloro che ne fanno parte, che sono e saranno sempre il mio pensiero primario.

Tali criticità mi impediscono purtroppo di continuare a provare in questo prestigioso incarico che ho cercato di svolgere attraverso la mia sensibilità e competenza.

Per quanto sopra detto, ma davvero a malincuore, sono costretto a rassegnare le mie dimissioni dalla data odierna con effetto immediato dall’incarico di Direttore.

Spero che il mio gesto possa essere utile e faccia riflettere chi adesso non guarda all’interesse collettivo, ma si annida su posizioni sterili che fino ad ora hanno portato solo a discussioni e non a soluzioni concrete».

Chi è Andrea Lelario

Classe 1965, nasce a Roma. Si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Roma dove ha per maestri gli incisori Pippo Gambino e Duilio Rossoni. Si diploma nel 1990 in Decorazione con Enzo Frascione e nello stesso anno vince il Premio “Accademia di Belle Arti di Roma” istituito dal direttore Cesare Vivaldi. Poco dopo progetta un mosaico per la metropolitana di Roma, realizzato nella stazione di Numidio Quadrato. Si dedica fin da giovane all’attività di docenza, attualmente è ordinario di Tecniche dell’Incisione e Grafica d’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Istituzione di cui viene nominato direttore l’8 aprile 2020 e da cui si dimette il 26 maggio seguente.

L’Accademia di Belle Arti di Roma verso il commissariamento

Dopo i sei anni, suddivisi in due mandati non ulteriormente rinnovabili, di direzione di Tiziana D’Acchille, l’Accademia di Belle Arti di Roma non ha conosciuto più pace. L’Istituzione romana è sprofondata, infatti, in una faida interna che abbiamo raccontato a più riprese sulle nostre pagine, consumata tra polemiche, minacce di mobilitazione, ricorsi al TAR. In questo clima si è svolta l’elezione di Andrea Lelario il 22 ottobre scorso, nomina che il ministro Manfredi ha potuto ratificare per i ricorsi pendenti solo ai primi di aprile di quest’anno, in pieno lockdown.

L’estrema conflittualità di una parte del corpo docente non si è sopita neppure per un istante e Lelario, che era partito con le migliori intenzioni (io stesso l’avevo sentito telefonicamente per un’intervista all’indomani della sua nomina, nella quale mi anticipava con entusiasmo a nuovi idee di progetti e traguardi) getta ora la spugna. E l’Accademia di Belle Arti di Roma viene consegnata a un “traghettatore” fino alle prossime elezioni che, per l’emergenza sanitaria in atto, non saranno dietro l’angolo. La scelta del traghettatore è nelle mani del ministro dell’Università e della Ricerca. Occorrerà ora vedere se affiderà questa “patata bollente” a un decano dell’Istituzione romana oppure a un commissario esterno (soluzione quest’ultima che mi pare più congeniale alle circostanze).

In attesa degli sviluppi, una breve considerazione finale. Quanto emerso negli ultimi mesi, e in particolare quanto sta emergendo in questi giorni, nell’Accademia di Belle Arti di Roma è grave ed emblematico, non fa onore al corpo docente (almeno a una parte di esso) perché va a danno in primis e, soprattutto, degli studenti, condizionandone non solo l’offerta formativa, ma contribuendo a destabilizzarli in un momento già sufficientemente complesso come quello virale in atto. Va aggiunto, però, che le responsabilità non sono solo interne e intestine, sono anche esterne, ascrivibili a quell’isolamento istituzionale che spesso, troppo spesso, le Accademie di Belle Arti si trovano a vivere, a partire da quelle riforme strutturali che proprio non si vedono, e che non sembrano neanche in agenda.

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