Giuliano Gori
É sempre stato il desiderio di dare vita a uno spazio magico in cui i diritti dell’arte iniziano dove terminano quelli della natura a ispirare Giuliano Gori, che due anni fa, a proposito della Fattoria di Celle, suo progetto di arte e di vita, diceva: «Agli inizi degli anni 80 eravamo pionieri perché per primi abbiamo trasformato l’idea classica di scultura in opere di arte ambientale permanenti. Ciò comporta l’utilizzo da parte degli artisti dello spazio come parte integrante dell’opera».
«Con Giuliano Gori se ne va il Novecento dell’arte della nostra città e della sua relazione con il mondo», ha detto il sindaco di Prato Matteo Biffoni, mentre il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha voluto ricordarlo così: «Ci sono uomini che con la loro passione, la loro generosità, la loro intelligenza riescono a costruire esperienze di bellezza e creatività che diventano patrimonio di tutti. Giuliano Gori, geniale ideatore della straordinaria collezione d’arte ospitata nella Fattoria di Celle a Pistoia, è stato uno di questi». Imprenditore tessile, originario di Prato, classe 1930, Giuliano Gori incontrò per la prima volta l’arte nella casa di un fornitore restando folgorato da quelle opere di cui volle sapere sempre di più.
Fin dal secondo dopoguerra, Giuliano e la moglie Pina costituirono a Prato la loro collezione d’arte contemporanea, privilegiando quegli artisti che adottavano innovazione nel linguaggio artistico. La collezione crebbe rapidamente, tanto da obbligare i coniugi a dotarsi di un adeguato spazio che diventò ben presto una specie di ‘cenacolo’, frequentato senza sosta da amici, artisti, critici e amanti dell’arte. E nella primavera del 1970 la parte storica della Collezione fu trasferita nell’attuale sede della Fattoria d Celle a Santomato di Pistoia. Qui ha inizio un complesso e ambizioso programma di Arte Ambientale, che comincia con la trasformazione dei 45 ettari di parco che circondavano la villa in uno spazio di realizzazione di progetti fino a diventare parte integrante dell’opera.
Alice Aycock, Daniel Buren, Dani Karavan, Fausto Melotti, Robert Morris, Dennis Oppenheim, Anne e Patrick Poirier, Ulrich Ruckriem, Richard Serra, Mauro Staccioli e George Trakas hanno lasciato traccia del loro passaggio nel parco, mentre all’interno degli edifici storici Nicola De Maria, Luciano Fabro, Anselm Kiefer, Sol LeWitt, Richard Long, Mimmo Paladino, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Gianni Ruffi, Aldo Spoldi, Emilio Vedova e Gilberto Zorio sono solo alcuni degli artisti che Gori coinvolse nel suo museo a cielo aperto, con una passione che gli ha permesso di riattivare il rapporto tra l’artista e la committenza e che oggi è patrimonio di tutti.
Lasciando questa terra, Giuliano raggiunge la moglie Pina, in memoria della quale Luigi Mainolfi realizzò alla Fattoria di Celle l’opera Per quelli che volano. La seduta fu sistemata sul bordo del tetto della fattoria, vicina alla residenza della famiglia e alla terrazza da cui Pina amava spesso ammirare il tramonto. Oggi questo lavoro ricorda più forte che mai la stima e l’affetto che gli artisti hanno sempre nutrito per Pina e per Giuliano.
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