A Recoaro Terme nasce il Cantiere del Contemporaneo: un nuovo polo culturale in un caffè liberty

di - 29 Aprile 2026

Tra le architetture liberty di Recoaro Terme e il paesaggio montano delle Piccole Dolomiti, prende forma un nuovo progetto che guarda alla creatività come leva di trasformazione: il 2 maggio 2026 inaugurerà il Cantiere del Contemporaneo, progetto di residenze d’artista e produzione culturale a cura di Elisabetta Bacchin, nell’ambito di un più ampio processo di rigenerazione del borgo. La scommessa è quella di innestare in maniera organica i linguaggi della contemporaneità, per generare nuove forme stanziali di accessibilità culturale.

L’iniziativa nasce all’interno del Piano Nazionale Borghi, sostenuto dal PNRR e dal Ministero della Cultura con 20 milioni di euro complessivi assegnati dalla Regione, e si inserisce in una strategia che tenta di rispondere a dinamiche ormai evidenti sul territorio: il progressivo ridimensionamento dell’attività termale e lo spopolamento. In questo contesto, la cultura viene assunta come infrastruttura attiva, per ridefinire l’identità del luogo. «Il progetto si inserisce nell’ambito di un più vasto progetto pilota di rigenerazione culturale, sociale ed economica del borgo storico», spiega Bacchin, sottolineando la natura sistemica dell’intervento.

Caffè Nazionale, Recoaro Terme

Cuore del progetto culturale è la riqualificazione del Caffè Nazionale, edificio storico in stile liberty che torna così a essere uno spazio pubblico, riconfigurato come polo per l’arte contemporanea. Non un contenitore espositivo ma un ambiente di lavoro e di permanenza: atelier, spazi condivisi e alloggi per artisti convivono all’interno dello stesso organismo architettonico, dando forma a una dimensione produttiva oltre che espositiva. «Il nome Cantiere del Contemporaneo non identifica soltanto il luogo ma anche il gruppo di lavoro che curerà tutte le attività», precisa la curatrice, indicando un’idea di progetto in costante evoluzione.

Al primo e secondo piano saranno infatti ricavati appartamenti pensati per residenze artistiche, permettendo così agli artisti di vivere e lavorare nello spazio stesso del centro, utilizzato come atelier e luogo di produzione. Al terzo piano sarà allestita una sala di condivisione dedicata agli artisti in residenza e, inoltre, in quest’area potranno eventualmente svilupparsi attività come incontri con gli artisti stessi e i curatori, incontri con le scuole, visite guidate. Anche lo spazio esterno sarà parte integrante del progetto e verrà utilizzato durante tutto il periodo estivo per installazioni artistiche temporanee.

Caffè Nazionale, Recoaro Terme

Il programma prende avvio con un primo ciclo di residenze che, tra maggio e giugno, vedrà coinvolti quattro artisti – Romesh Bothalage, Pietro Chiariello, Francesco Pizzocchero e Virginia Stevenin – chiamati a sviluppare lavori in relazione diretta con il contesto: «Le residenze artistiche sono attività permanenti all’interno del Cantiere e saranno avviate anche nei prossimi anni», afferma Bacchin. Il paesaggio diventa dunque il campo di indagine e l’acqua, in particolare, assume un valore simbolico oltre che identitario: elemento fondativo della storia termale di Recoaro, viene reinterpretata come metafora di trasformazione e rinascita.

Accanto alla dimensione residenziale, il progetto prevede un calendario – in corso di sviluppo – di attività pubbliche, tra incontri, workshop, momenti di apertura degli atelier e interventi nello spazio urbano. L’obiettivo è quello di costruire una relazione stabile con la comunità, trasformando il borgo in un laboratorio diffuso. «Tra gli obiettivi c’è quello di trasformare il territorio in un’opportunità di visibilità a livello nazionale e internazionale», continua Bacchin, spiegando che tra le idee per il futuro c’è quella di far diventare il Cantiere un centro di ricerca dedicato alla videoarte, con una delle residenze stabilmente riservata a pratiche legate all’immagine in movimento.

Già a fine giugno è previsto un primo momento di restituzione, con un weekend dedicato all’arte contemporanea e una serie di opere site specific diffuse nel territorio. Un passaggio che anticipa una delle direzioni di sviluppo del progetto: la costruzione di un paesaggio culturale abitato da interventi temporanei e permanenti.

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Tag: elisabetta bacchin Francesco Pizzocchero Pietro Chiariello recoaro terme residenze artistiche Romesh Bothalage Vicenza Virginia Stevenin

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