Arte e Imprese in dialogo, con Art Enterprise: il progetto presentato a Firenze

di - 24 Giugno 2021

Arte, cultura, impresa, brand, identità, sostenibilità, creatività: sono le parole chiave intorno alle quali ruota il concetto di economia circolare. Ed è da questi aspetti che prende le mosse Art Enterprise, progetto presentato il 23 giugno a Firenze, presso Palazzo Rosselli del Turco, sede della European School of Economics, che punta a mettere in dialogo il patrimonio artistico del passato e l’arte contemporanea con i brand più attenti e aggiornati alle tematiche e alle possibilità dei nostri tempi. Al convegno sono intervenuti l’Assessore alla Cultura e l’Assessore al Bilancio del Comune di Firenze, Tommaso Sacchi e Federico Gianassi, l’Assessore alla Cultura del Comune di Prato, Simone Mangani, che hanno portato i saluti delle amministrazioni, e poi Elio D’Anna, fondatore e presidente della European School of Economics, Massimo Morisi, dell’Università di Firenze, Giovanni Gasparini, collaboratore di ArtEconomy24 – “Il Sole 24Ore”, l’Avvocato Luca Marasco, dello studio RASS Associati ed esperto di diritto delle nuove tecnologie, l’Avvocato Cino Benelli, avvocato amministrativista, e Antonio Budetta, direttore di Aria Art Gallery.

«Al di là dei grattacieli finanziari, delle piramidi industriali, oltre le scoperte e le conquiste della scienza e di tutto ciò che come umanità consideriamo bello, utile e vero, c’è sempre il sogno di un uomo», ha affermato Elio D’Anna, Fondatore e Presidente della European School of Ecomomics. «L’economia è l’arte di sognare. È la capacità di trasformare l’impossibile in possibile e poi in inevitabile. Solo un’umanità educata all’arte del sognare, alla bellezza, alla verità, solo un’umanità sognante, intuitiva, può proiettare un mondo più giusto, un’economia più ricca, un futuro più luminoso».

Insomma, come rappresentare la propria azienda in maniera originale, come raccontare la missione perseguita, i valori nei quali si crede, i prodotti che si creano e che si propongono al pubblico? Secondo il modello di Art Enterprise attraverso il linguaggio sempre diverso, sempre specifico, dell’arte, veicolo per promuovere, diffondere e valorizzare il brand aziendale e i beni e servizi offerti dalle imprese, incrementando anche la propria reputazione. «Art Enterprise sostiene le imprese nella comunicazione della propria identità tramite la creazione di collezioni d’arte contemporanea che aderiscano perfettamente al brand», ha commentato Budetta. «È un progetto che supera i tradizionali paradigmi pubblicitari, intendendo l’opera d’arte come veicolo sensibile in grado di esprimere la visione di un’impresa, raccontarne l’evoluzione e valorizzarne l’immagine, comunicando i punti focali sia alla società che ai clienti, così come ai propri dipendenti. Una raccolta d’arte personalizzata non è quindi solo un investimento economico, ma un potente strumento di comunicazione».

Nell’ambito del progetto, infatti, non è considerato solo l’aspetto comunicativo o rappresentativo ma anche qualcosa di parallelo, proponendo alle aziende l’opportunità di creare una vera collezione, da esporre nei propri spazi, presso le sedi e gli uffici, per trasformare lo spazio di lavoro in un ambiente accogliente e per mettere insieme un patrimonio tangibile e longevo. Si tratta del fenomeno delle corporate collection, una realtà diffusissima in tutto il mondo e che anche in Italia può già contare degli esempi illustri.

«Le aziende, in Italia, possono diventare luoghi della cultura e contribuirne alla diffusione», ha dichiarato Benelli. «Ad oggi, nel nostro Paese, non esistono sufficienti misure incentivanti per questo tipo di iniziative imprenditoriali. Quello che più si avvicina è l’Art Bonus che però è ancora, in modo limitante, concepito come forma di mecenatismo. Invece queste attività devono poter essere concepite come azioni di business da realizzare attraverso l’arte», ha continuato Benelli. «Anzi, l’arte si è sempre rivelata uno straordinario strumento di promozione valoriale ed economica proprio nei momenti più difficili della storia, come quello che oggi stiamo vivendo. Ci auguriamo, grazie anche alla nascita di questo progetto, che vengano definite alcune misure di sostegno in sede di PNRR, prima fra tutte una normativa ad hoc per le “corporate art collection” che, sul modello francese, permetta anzitutto alle imprese di ottenere importanti sgravi fiscali. Attualmente le piccole e medie imprese non possono permettersi di costituire fondazioni ed è importante, invece, che il Governo faccia il possibile perché questo avvenga, grazie a sostegni concreti per realizzare resilienza e ripresa anche attraverso l’arte».

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