ArteVisione 2024: i workshop entrano nel vivo, con Saodat Ismailova

di - 18 Novembre 2024

Prosegue a Milano il programma di ArteVisione 2024, promosso da Careof, nato nel 2011 e dedicato alle artiste e artisti che lavorano con le immagini in movimento, con l’obiettivo di promuovere la formazione, la produzione e la diffusione di progetti audiovisivi. Sono cinque le finaliste di questa edizione, tutte nate tra il 1990 e 1995, selezionate tramite open call nazionale: Simona Andrioletti (1990), Gaia De Megni (1993), Beatrice Favaretto (1992), Bendetta Fioravanti (1995) e Cristina Lavosi (1993). Un appuntamento aperto al pubblico è previsto per martedì, 19 novembre, alle ore 21, presso il Cinema Arlecchino di Milano, in collaborazione con il Filmmaker Festival. La serata includerà la proiezione del film Bibi Seshanbe (2022) di Saodat Ismailova, seguita da un dialogo tra l’artista e Roberta Tenconi, curatrice del Pirelli HangarBicocca, dove è attualmente esposta A Seed Under Our Tongue, mostra dell’artista e regista uzbeka.

Benedetta Fioravanti

Il workshop di formazione

Dal 2011, ArteVisione sostiene giovani artisti residenti in Italia impegnati nella ricerca sulle immagini in movimento. Ogni anno i partecipanti selezionati ricevono una borsa di studio e accedono a un percorso di formazione che, per il vincitore, culmina nella produzione di una nuova opera video, destinata alla distribuzione in musei e festival cinematografici internazionali.

Gaia De Megni

Nel corso delle sue dieci edizioni, ArteVisione ha prodotto 12 opere video e coinvolto oltre 65 artisti, ospitando 50 visiting professor di fama internazionale. Tra i nomi di spicco che hanno contribuito al progetto figurano artisti come Adrian Paci, Omer Fast, Hito Steyerl, Jordi Colomer, Barbara Wágner e Benjamin de Burca. Professionisti di altri ambiti, come il sound designer Mirco Mencacci o Paolo Moretti, direttore di Les Cinémas du Grütli e del Dipartimento di Cinema di ECAL Geneva, hanno arricchito il programma formativo. Anche Eva Sangiorgi, direttrice artistica della Viennale, ha portato il suo contributo.

Cristina Lavosi

Per le cinque finaliste di ArteVisione 2024 è in avvio un workshop intensivo di formazione che prevede sei giornate in presenza presso gli spazi di Careof, dal 18 al 23 novembre, e due mid-review online, con professioniste e professionisti del settore, come Saodat Ismailova, visiting professor dell’edizione 2024 di ArteVisione, Alessia Tripaldi, sociologa e scrittrice, Eva Sangiorgi, direttrice della Viennale, Camilla Romeo, producer e docente NABA, Matteo Balduzzi, direttore del Museo di Fotografia Contemporanea, Luca Mosso, direttore del Filmmaker Festival.

BeatriceFavaretto

Al termine della fase formativa, le finaliste potranno rimodulare i loro progetti, fino a gennaio 2025, presentando una nuova versione modificata in base a quanto emerso in occasione del workshop. Una giuria decreterà quindi il progetto vincitore, a cui verrà assegnato un premio di produzione di 8mila euro e la produzione esecutiva dell’opera da parte di Careof.

Simona Andrioletti

ArteVisione 2024: l’incontro con Saodat Ismailova

Classe 1981, Ismailova è appartenente alla prima generazione post-sovietica. Diplomata in ambito cinematografico presso l’Istituto d’Arte Statale di Tashkent, nel 2002 è stata ospitata nella residenza artistica di Fabrica, centro di ricerca sulla comunicazione di Treviso. Nel 2008 ha fondato la compagnia di produzione MAP per lo sviluppo del cinema emergente dell’Asia centrale. Nel 2013 è stato distribuito il primo lungometraggio Chilla (40 Days of Silence) e alla Biennale di Venezia ha esposto la sua prima videoinstallazione, Zukhra. Le sue opere intrecciano memorie, miti, rituali e sogni con elementi della vita quotidiana, esplorando la ricca cultura della sua regione.

Saodat Ismailova

La sua mostra al Pirelli HangarBicocca sarà visitabile fino al 12 gennaio 2025. Curata da Tenconi, la mostra espone 12 lavori e nuove produzioni, tra film a più canali, sculture e installazioni site-specific, in un layout spaziale pensato per il progetto. «Ismailova costruisce un racconto emotivo di memorie vissute a partire dal trauma di un popolo, e narra di antiche leggende e mitologie che rischiano l’oblio, in una costellazione di lavori interconnessi che documentano un sapere attraverso la storia dei paesaggi naturali dell’Asia Centrale, luoghi sacri teatri di rituali ancestrali», scrivevamo nella nostra recensione.

In occasione dell’incontro per ArteVisione, è previsto anche un Question&Answer con l’artista e con la curatrice.

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