Da Hualien a Milano, da Tirana a Firenze, un lungo viaggio per scoprire le storie di milioni di persone impegnate nel loro lavoro, braccia e menti, idee e gesti, compresi nell’attività di trasformazione delle cose in valore. Una pratica che, oggi, è al centro di un ampio e profondo processo di ridiscussione e che è l’argomento di “Forza Lavoro”, un ciclo di incontri promossi e ospitati da Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, nel cui ambito si innesta “Chi è veloce si fa male”, programma di talk e proiezioni, a cura di Fabrizio Bellomo.
Il lavoro, dunque, rivisto dall’arte, attraverso le opere video di Iva Kontic, Giacomo Zaganelli e Silvia Piantini, Fausto Falchi, Nico Angiuli, Sergio Giusti, Enrico Gabrielli ed Enece Film, oltre che dello stesso Bellomo. Ma anche interpretato dalle parole di rappresentanti sindacali, giornalisti e studiosi che, durante gli incontri, discuteranno sulle tematiche inerenti alle modalità in cui si svolge e, in futuro, potrà essere svolto il lavoro contemporaneo.
Si parte il 30 giugno, con I am always here, opera di Giacomo Zaganelli e Silvia Piantini, ambientata a Hualien, sulla costa orientale di Taiwan, un’area che negli anni ’60 fu investita da un rapido processo di modernizzazione. Zaganelli, ripreso da Piantini, attraversa i cantieri edili della zona mimetizzandosi, rendendosi invisibile attraverso un altro uso di un classico materiale da cantiere.
Prima della proiezione, si terrà “Tutelare tutti i lavoratori per guardare al futuro”, incontro con Sharan Burrow, ITUC/International Trade Unions Confederation, Marco Bentivogli FIM-CISL, Cristina Tajani Assessora alle Politiche del Lavoro e alle Attività Produttive – Comune di Milano, Angelo Avelli, Deliverance Milano, Claudia Di Stefano, NIdiL CGIL Milano, Susanna Cantoni, Medico del lavoro, CIIP, Riccardo Staglianò, La Repubblica, Simone Spetia, Radio 24. L’incontro verterà sulle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori essenziali, più spesso soggetti a situazioni di precarietà salariale, lavorativa e contrattuale.
Si proseguirà quindi l’8 luglio, con Sciopero a gatto selvaggio, di Fausto Falchi, e Mechanical Dream, di Iva Kontic. Si parte con i 300 Maneki Neko, le statuette dei gattini portafortuna molto diffuse nella cultura orientale, prodotte in massa e rintracciabili come souvenir esotici nelle abitazioni milanesi. E si arriva a Kragujevac, città serba che rappresenta metaforicamente la parabola dell’industrializzazione: già sede della Zastava, storica industria prima di armi e poi di automobili, qui è stata poi delocalizzata la FCA, secondo il piano promosso da Sergio Marchionne.
Il 15 settembre sarà poi la volta di Futura, di Nico Angiuli, e Vegla Ben Ustain, di Fabrizio Bellomo. Siamo, rispettivamente, in Alto Adige e a Tirana, dove i video di Angiuli e di Bellomo raccontano, da un punto di vista performativo, gli strumenti di lavoro e i meccanismi umani a esso connessi, dai martelli pneumatici all’intera filiera di produzione della mela alto atesina.
Il ciclo ospitato da Fondazione Feltrinelli e curato da Fabrizio Bellomo chiuderà il 24 settembre, con UDS – Unità di Sonorizzazione (parte 1), video di Sergio Giusti, Enrico Gabrielli ed Enecefilm, ambientato a Firenze. In questa opera, il tempo e le dinamiche del lavoro di fabbrica vanno a scandire i ritmi di un’orchestra, con squadre di musicisti operai coinvolti nella sonorizzazione di alcuni video d’artista.
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