Il progetto nasce in seno all’amministrazione cittadina per dare una
cornice comune alle collezioni ospitate dal Museo Civico d’Arte di Pordenone,
con molte opere del Novecento a partire dai padroni di casa Mirko Basaldella, Armando Pizzinato, Giuseppe Zigaina,
passando per Giorgio de Chirico,
Filippo de Pisis, Lucio Fontana, Renato Guttuso, Alberto Savinio, Mario Sironi, con opere grafiche di Pablo
Picasso, Georges Braque e Marc Chagall (che sarà possibile vedere da febbraio). Nel contempo c’era
la volontà di offrire al pubblico qualcosa di nuovo, che potesse sfruttare le
potenzialità innescate dal fermento culturale cittadino, tanto più con un
pubblico che qui conta una forte presenza statunitense vista la vicinanza con
la base militare di Aviano. Ecco quindi il restauro di uno degli edifici del
centro, curato da Thomas Herzog, e
l’ampliamento con un’ala tutta nuova della villa situata nel parco.
Difficoltà di bilancio e la vicinanza delle elezioni – problema
tipicamente italiano – hanno però trattenuto l’amministrazione da progetti
pluriennali. L’assessorato alla Cultura, che ha seguito il progetto dalla fase
embrionale fino all’apertura, non si è spinto tanto oltre, spiegando la precisa
volontà di preparare un terreno da coltivare e sviluppare, senza connotazioni
forzate di fine mandato, in maniera tale di lasciare un ventaglio aperto di
potenzialità. Per il momento la sospensione è costellata di idee, aspettative e
speranze, e non resta che rimanere in attesa di affermazioni e realizzazioni,
che vadano oltre alla consolidata tradizione dei giochi di parole e del
politichese. Ci si augura ovviamente che PARCO, al momento lasciato senza staff
né direttore, non resti in panchina, poiché sarebbe sbagliato leggere
l’apertura di un luogo simile da una prospettiva strettamente cittadina, perché
la perifericità friulana è anche storicamente internazionale, di un’internazionalità
vicina e percorribile. E poi perché uno spazio è soprattutto un’opportunità per
dei contenuti e per portare avanti una politica cultura responsabile.
I segnali schizofrenici che la regione ha dato in questi anni, dalle
peripezie di Villa Manin alle fatiche della Galleria d’Arte Contemporanea di
Monfalcone, sembrano trovare un nuovo tassello che ci auspichiamo sarà quello
di una maggiore stabilità e continuità, soprattutto nella logica della
creazione di un tessuto culturale più coerente, omogeneo e aperto. La
sensazione, tuttavia, è che non sarà una passeggiata…
marianita santarossa
*articolo pubblicato su Exibart.onpaper
n. 70. Te l’eri perso? Abbonati!
dal 13 novembre 2010 al 30 gennaio
2011
Corrado Cagli e il suo Magistero
a cura di Fabio Benzi e Gilberto
Ganzer
Jim Goldberg
a cura di Valerie Fougeirol e Marco
Minuz
PARCO – Pordenone ARte
COntemporanea
Viale Dante 33 / Via Bertossi 9
Orario: da lunedì a venerdì ore
15-19; sabato e festivi ore 10-20
Ingresso libero
Info: tel. +39 0434523780; info@artemodernapordenone.it; www.artemodernapordenone.it
[exibart]
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