Tevere, Courtesy Rome Boat
Ci sono città che si raccontano camminando e altre che rivelano la propria anima solo se viste scorrere, lente, dall’acqua. Roma appartiene a quest’ultima categoria: per questo Fotogrammi dal Futuro sceglie il Tevere come spazio scenico e simbolico, trasformando un battello in una galleria in movimento. L’evento, a cura di Lorena Magliocco e Raffaele Quattrone, si terrà oggi, con partenza dal molo di Castel Sant’Angelo, dando il via al progetto UNSCRIPTED. Creatività senza confini, percorso dedicato alle molteplici forme della creatività contemporanea.
Protagonisti dell’iniziativa sono Federico e Marco De Gregori, gemelli e fotografi, che con i loro scatti hanno raccontato il recente tour del padre Francesco De Gregori: un viaggio musicale restituito attraverso frammenti visivi di luce e suono. A queste immagini si fondono le rielaborazioni di Stefano Del Bravo, artista e cantautore che, con polaroid, stratificazioni e interventi digitali, ne fa materia poetica e pop, come se ogni fotogramma potesse attraversare il tempo.
«Fotogrammi dal Futuro non è soltanto una mostra fotografica, è un’esperienza condivisa che unisce linguaggi differenti, trasformando la città in scena», spiegano i curatori Magliocco e Quattrone. «Il Tevere diventa un teatro fluido dove le immagini respirano come note sospese, e ogni scatto dei gemelli De Gregori, reinterpretato da Stefano Del Bravo, si trasforma in un canto visivo. Le polaroid diventano una macchina del tempo che ci guida attraverso cinema, suono e memoria, invitandoci a riscoprire il presente e le immagini che ancora devono nascere dal laboratorio della fantasia. In un’epoca segnata da pratiche immersive e site-specific, Fotogrammi dal Futuro propone un approccio nuovo e dinamico alla fotografia ed alla musica».
Con l’organizzazione di Stefano Maina (Rome Boat), la produzione artistica di Raffaella Lione e la madrina d’eccezione Eleonora Daniele, Fotogrammi dal Futuro unisce visione, suono e partecipazione. Un esperimento di arte site specific sul fiume simbolo di Roma, dove le fotografie scorrono come note sospese e la città si specchia nelle proprie acque per riconoscersi, ancora una volta, nell’immaginazione.
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