Gli orrori della guerra e la speranza di chi resiste: la mostra di Cheap ed Emergency

di - 24 Agosto 2025

Un viaggio visivo dentro le ferite lasciate dai conflitti ma guardando anche oltre, verso le forme possibili della resistenza: in concomitanza con il Festival EMERGENCY 2025, gli spazi del Palazzo dei Musei di Reggio Emilia ospiteranno Contro la guerra – Sguardi e immaginari, mostra a cura del collettivo CHEAP, negli, dal 5 settembre al 26 ottobre. Prodotta da EMERGENCY e curata da CHEAP, la mostra presenterà una serie di immagini che raccontano non solo la distruzione ma anche la scelta di chi, con coraggio e dignità, dice no alla guerra: chi disobbedisce, protesta, cura e continua a credere nella possibilità di un’alternativa.

CHEAP & Emergency – CONTRO LA GUERRA – ph credit Alessandra Book, Archivio Emergency

«EMERGENCY ha scelto di collaborare con CHEAP per unire il nostro grido di contrarietà alla guerra, per utilizzare immagini e parole che insieme rafforzino la nostra opposizione al conflitto armato. Un rifiuto della guerra che parte dall’articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana, in cui si ribadisce che “L’Italia ripudia la guerra”, e lo allarga: la vocazione pacifista e la contestazione della guerra eccede confini e identità nazionali, come testimoniano i nostri progetti e la provenienza delle artiste e degli artisti selezionati da CHEAP», ha sottolineato EMERGENCY. «Siamo stati spinti dalla necessità di entrare nello spazio pubblico e di ragionare sugli immaginari attuali assuefatti alla retorica della guerra come necessaria, rituale e inevitabile. Vogliamo ribadire che la guerra è sempre evitabile proprio come testimoniano le frasi sul carpet della mostra. Lo scopo è adottare insieme a CHEAP una posizione pubblica che non sia discriminatoria, utilizzando lo stesso approccio limpido con cui il collettivo di artiste e artisti porta avanti temi che ci stanno a cuore, dalle questioni di genere a quelle di invocazione del disarmo».

CHEAP & Emergency – CONTRO LA GUERRA – ph credit Alessandra Book, Archivio Emergency

«Nessuna guerra è inevitabile» e «La guerra non restaura diritti, ridefinisce poteri»: sono queste le frasi chiave che scandiscono il percorso della mostra. Al cuore dell’esposizione, le straordinarie fotografie in bianco e nero tratte dall’archivio storico di EMERGENCY, che documentano oltre 30 anni di interventi umanitari in Afghanistan, Iraq, Sudan e in molti altri scenari di conflitto. Sono immagini di mani che curano, corpi fragili, sguardi sopravvissuti. Accanto a queste, i manifesti urbani di CHEAP: slogan incisivi, estetica politica, arte pubblica. «Disobbedite con generosità», «Sabotate con grazia», «Agitatevi», frasi che diventano inviti etici, chiamate alla partecipazione.

CHEAP & Emergency – CONTRO LA GUERRA – ph credit Alessandra Book, Archivio Emergency

In mostra anche opere di artiste e artisti internazionali, dall’Italia alla Spagna, dal Brasile alla Polonia, che con linguaggi differenti condividono una visione comune: quella che rifiuta la guerra come destino e ne denuncia la retorica e gli orrori. Tra questi contributi, emerge anche un dispositivo espositivo volutamente scomodo: un box chiuso, dotato solo di una feritoia, al cui interno sono esposte fotografie crude, esplicite. Corpi feriti, disumanizzati, ridotti a carne dal potere distruttivo dei conflitti. Immagini che si possono guardare solo scegliendo di farlo, avvicinandosi. Non per voyeurismo ma per responsabilità.

CHEAP & Emergency – CONTRO LA GUERRA – ph credit Alessandra Book, Archivio Emergency

«CHEAP ed EMERGENCY condividono un rifiuto radicale della guerra, in ogni sua forma. In un momento storico in cui la retorica bellica dilaga nei media come nel linguaggio istituzionale e nel senso comune, crediamo che sia urgente costruire alleanze tra chi resiste a questa narrazione, tra chi difende il dissenso e rivendica la possibilità di immaginare un altro presente», fanno eco da CHEAP. «Questa mostra è un atto politico, un tentativo di sabotaggio simbolico della normalizzazione della guerra. CHEAP, sta intrecciando relazioni con soggetti che si muovono nello stesso orizzonte: con Amnesty International per la campagna LOTTA LIBERA, contro la repressione della libertà di manifestare, con ARCI per l’ottantesimo anniversario della Liberazione. Perché l’arte nello spazio pubblico può ancora essere uno strumento di lotta, se sceglie di schierarsi».

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