Tempo di cambiamenti alla Fondazione Querini Stampalia: con l’arrivo della direttrice Cristiana Collu, la storica istituzione veneziana avvia un nuovo corso che si preannuncia incisivo, aperto e in dialogo con il presente. Ad annunciarlo è A Wonder Poster, una campagna pubblicitaria diffusa tra calli e canali e che parla il linguaggio della città, intrecciandolo con una visione internazionale.
Otto messaggi, essenziali e potenti, campeggiano nello spazio urbano veneziano: un racconto disseminato sui muri e sulle superfici della città che, con forza e ironia, anticipa la metamorfosi della Querini Stampalia. Le frasi scelte attingono al dialetto veneziano e alla sua energia espressiva: Òeee, il richiamo dei gondolieri, diventa eco di una nuova rotta. Duri i banchi e Oro benon evocano solidità e ottimismo, mentre More vardime invita a uno sguardo attento e rinnovato. Altre espressioni, come Bea come el sol e Co rivo rivo, raccontano la luce e il movimento di questo cambiamento.
La campagna richiama direttamente A Wonder Booster, titolo del manifesto programmatico della neodirettrice Collu, in carica da settembre 2024: una dichiarazione di intenti che fa da orizzonte alla nuova Querini, un’istituzione che, dopo aver celebrato 150 anni nel 2019, si prepara a ripensare il suo ruolo nella contemporaneità, abbracciando un’attitudine open-source, collaborativa e generosa. Il 5 maggio 2025 diventa così una data simbolica, il giorno in cui la trasformazione prenderà ufficialmente forma.
Ma cosa significa, oggi, ripensare un’istituzione culturale? Cristiana Collu attinge a una visione profonda e stratificata, che prende ispirazione dalla complessità di Venezia stessa, città-labirinto e arcipelago al tempo stesso. «Le parole d’ordine sono radici, arcipelago, labirinto, fondamenta», scrive, invitando a una rilettura della storia attraverso una lente che supera gli stereotipi e scava nel cuore degli archetipi. La Querini Stampalia si ripensa come uno spazio fluido e aperto, capace di accogliere il passato e il futuro in un continuo gioco di connessioni e trasformazioni.
L’interazione tra città e Fondazione viene dunque amplificata da una serie fotografica e da due video che documentano come questi messaggi si inseriscano nel racconto collettivo del tessuto urbano. Come scriveva Rachel Carson, citata da Collu nel manifesto, «Puoi ancora bere nella bellezza e pensare e meravigliarti del significato di ciò che vedi». È da questa attitudine che prende forma la nuova Querini Stampalia, in una ricerca inesausta di significati e connessioni, pronta a «Scoppiettare, scintillare e accendere lo sguardo di chi si avvicina».
Cecilia Vicuña trasforma la Manica Lunga del Castello di Rivoli in un paesaggio di lana e memoria: cento metri di…
Fino al 18 ottobre, Il Mart presenta per la prima volta in Italia una delle maggiori collezioni private monografiche al…
Un hub di 8.000 metri quadrati aperto 365 giorni all'anno, destinato a imporsi come il centro di ricerca sulle arti…
Per gli 80 anni della Repubblica, il duo Afterall presenta a Modena una installazione sonora nata da un processo partecipativo:…
Trentacinque opere tra Minimalismo, Arte Povera e astrazione del dopoguerra raccontano il gusto rigoroso dei due collezionisti. E le loro…
A Bergamo il festival Up To You sperimenta una direzione artistica partecipata: giovani curatori e professionisti costruiscono insieme - e…