L’Archivio Imprevisto: le protagoniste del femminismo in un progetto dell’Accademia di Brera

di e - 16 Novembre 2023

Il 6 novembre 2023 ha inaugurato, presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, L’Archivio Imprevisto. Per una lettura femminista dell’archivio di Brera. La mostra, a cura del Biennio specialistico di Visual Cultures e pratiche curatoriali sotto la direzione di Raffaella Pulejo, esprime una necessità: raccontare e riportare alla vita le studentesse che hanno frequentato l’istituzione milanese e di cui si erano perse le tracce. L’idea nasce dal passaggio del testimone del progetto L’Avvenire appartiene ai fantasmi (2022), che a sua volta approfondiva la ricerca ventennale condotta nella Biblioteca Guido Ballo.

Con il suo titolo, l’Archivio Imprevisto omaggia e si ispira all’iconico saggio di Carla Lonzi, Sputiamo su Hegel. E altri scritti (1970). All’interno del testo, la donna è definita “soggetto imprevisto” che deve conquistare la propria indipendenza e il diritto di “essere” al di fuori del maschile. Sulla stessa scia, anche Il soggetto imprevisto. 1978 Arte e Femminismo in Italia (2019), a cura di Marco Scotini e Raffaella Perna, una delle mostre che meglio analizza il rapporto contrastante tra arte e femminismo, prendendo le mosse dalla stessa concezione della donna.


L’Archivio Imprevisto. Per una lettura femminista dell’archivio di Brera, 2023

La genesi dell’Archivio Imprevisto: lo studio dei materiali bibliotecari e gli Inviti Fittizi

Rispetto agli sviluppi dell’anno precedente, dove è stata tracciata una mappa delle tematiche emerse dagli studi condotti, L’Archivio Imprevisto si caratterizza come un mostra storiografica. Linea di partenza è stata la ricerca all’interno degli archivi della Biblioteca Guido Ballo. Il periodo preso in esame è quello compreso tra il 1945 e il 1968, studiato attraverso registri e documenti che non riescono a dare una panoramica completa sulle vite di queste donne.

Tra le figure emerse vi sono sia studentesse note alla critica, come Amalia Del Ponte, Lydia Silvestri e Fausta Squatriti, sia altre di cui si sono perse le tracce. Ed è per questa ragione che il team curatoriale ha scelto di dare vita a un’opera site-specific denominata Inviti Fittizi, 1269 nomi segnati su altrettanti cartellini che il pubblico può portare con sé: «È un modo per donare loro un’altra vita e farle conoscere al mondo».

L’Archivio Imprevisto. Per una lettura femminista dell’archivio di Brera, Inviti Fittizi, 2023

L’Archivio Imprevisto nel Salone Napoleonico di Brera

Anche quest’anno è il Salone Napoleonico dell’Accademia di Brera, luogo fortemente connotato dalla presenza maschile, ad accogliere le opere dell’Archivio Imprevisto. Attraverso grafici e statistiche, i curatori hanno ricostruito uno spaccato della situazione, nonostante la carenza di informazioni. Sotto le teche è possibile osservare alcuni dei libri chiave che hanno ispirato la ricerca. Tra questi, il catalogo de L’altra metà dell’avanguardia 1910-1940 (1980) a cura di Lea Vergine, le testimonianze di Mirella Bentivoglio in occasione della Biennale Arte 1978 e il libro d’artista Linee, complessi, essere (1974) di Libera Mazzoleni.

In mostra anche il Disposition Table (2017-2023) di Riet Wijnen, in collaborazione con Kunstverein di Milano. L’installazione, composta da tre tavoli distinti, si configura come un dispositivo che accoglie diversi materiali, come dati biografici e narrazioni sotto forma d’intervista. In questo modo, il pubblico può approfondire e organizzare le schede per rendere l’esperienza di visita il più completa e personale possibile.

L’Archivio Imprevisto. Per una lettura femminista dell’archivio di Brera, 2023

L’interattività del percorso espositivo

La scelta delle opere deriva dalla volontà curatoriale di ricreare un ambiente familiare, un luogo di scambio nel quale empatizzare con i temi proposti anche attraverso la biblioteca allestita. In mostra è possibile consultare diversi testi tra cui: monografie d’artista, libri legati alla critica femminista dell’arte e alle pratiche di studio dell’archivio nel contemporaneo.

Al pubblico si chiede di non subire passivamente l’assimilazione dei dati, portandolo ad assumere un ruolo attivo. La partecipazione spontanea è proposta dall’opera filogenesi-epigeo (2014-15), realizzata a cura di Daniela Zarro con gli studenti del corso di Didattica dei linguaggi artistici del biennio specialistico in Terapeutica Artistica. Il tappeto modulare, con i suoi vivacissimi colori, oltre a essere praticabile, ha anche la funzione di accogliere i diversi talk.

La mostra sarà visitabile fino al 25 novembre. Per scoprire i dettagli, consultare il link.


L’Archivio Imprevisto. Per una lettura femminista dell’archivio di Brera, 2023

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