FAQ 1. Perchè abbiamo bisogno di dire qualcosa
Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo? Ma anche no. Basta con queste domande universali che, ormai, al confronto con la meravigliosa rapidità dei tempi che corrono, suonano anche un po’ retoriche. Bando alla magniloquenza, concentriamoci sulle piccole – grandi – cose che ci circondano. Ma sempre partendo dall’ipotesi di un punto interrogativo. FAQ Artistə rispondono a cose è un nuovo progetto editoriale sperimentale, nato a gennaio 2023 dall’idea di Nicoletta De Santoli e Rodolfo Baldanzi e realizzato in collaborazione con lo spazio espositivo Adiacenze.
Il processo è limpido: si chiede agli artisti quello che si chiedono – o si potrebbero chiedere – tutti. FAQ, appunto, cioè Frequently Asked Questions, domande frequentemente chieste dagli utenti di un certo sito, di una piattaforma o di qualunque servizio, raccolte con ordine in una lista funzionale, così da evitare noiose ripetizioni. Solo che, in questo caso, le risposte non rimangono su una pagina statica ma se ne vanno in giro per la città, sotto forma di volantini pubblicitari, nel tipico formato A5 e con una grammatura tra i 200 e i 300g.
«Anche se con diversa formazione, un’esigenza comune unisce i due fondatori: quella di indagare l’arte emergente locale dalla “porta di servizio”», spiegano da FAQ, evidenziando come, attraverso l’artificio linguistico della domanda, il progetto voglia proporre un nuovo format di ricerca diretto e immediato, «Lontano da una narrazione artistica elitaria e rarefatta». Ogni mese, FAQ interpella l’artista selezionatə su un unico quesito di natura quotidiana-esistenziale. Ecco allora che, al posto di interviste su opere e mostre, gli si chiede ad esempio: “Perché abbiamo bisogno di dire qualcosa?”, FAQ 1, risposta di Emanuele Cantoro: «Dopo un po’ di tempo passato a pensare a una risposta, mi accorgo che forse sto facendo un errore. Nella mia testa continuo a tradurre “dire qualcosa” con “raccontare”. Mi chiedo: perché abbiamo bisogno di raccontare? […]». Oppure “Come sai che non è un sogno?”, FAQ 2, risposta del duo Orecchie D’Asino: «Non è che un sogno, come sa!». Domanda e risposta vengono poi elaborati su un singolo flyer, attraverso un’estetica trash-pop che richiama l’immaginario dell’internet e della pubblicità.
Sempre a quest’ultima è ispirata anche la modalità di diffusione, gratuita e infestante: come un fenomeno urbano, FAQ riempie cassette della posta, tavolini dei bar, aule studio, panchine, gallerie e parabrezza delle auto. Una ricerca anarchica, che arriva dal “basso” per tornare al “basso”, slanciandosi attraverso la sensibilità degli artisti coinvolti. «Ma anche un termometro dell’attenzione visiva nell’era della bulimia dell’immagine, nonché strumento dell’approccio spontaneo del “grande pubblico” al contemporaneo. E voi, cosa di ciò che vi siete sempre chiesti chiedereste agli artisti?».
Il progetto si svilupperà mensilmente, mantenendo flessibilità nelle date. Si stimano comunque 12 uscite annuali. La pubblicazione e diffusione del digitale avverrà sul profilo Instagram ufficiale del progetto, sul quale sarà sempre pubblicato solo un unico post riguardante il numero corrente dell’editoriale. Così facendo, ogni singola pubblicazione diventa esclusiva, poiché non più rintracciabile al subentrare del numero successivo.
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