Luisa Albertini, giorno per giorno. Segni Forme Colori, Galleria di Villa Carlotta, Tremezzina, 2024
Si conclude con un evento speciale il viaggio alla riscoperta del mondo creativo di Luisa Albertini. La mostra Luisa Albertini, giorno per giorno. Segni Forme Colori, ospitata nella suggestiva cornice della Galleria di Villa Carlotta a Tremezzina, in provincia di Como, chiuderà i battenti l’8 dicembre 2024, con una visita guidata in programma il 7 dicembre, alle ore 11. Curata da Elena Di Raddo, Darko Pandakovic e Maria Angela Previtera, l’esposizione offre una panoramica sull’artista comasca, mettendo in luce la sua versatilità espressiva e la capacità di coniugare artigianato e arte.
Con oltre 50 opere e 60 disegni preparatori, la mostra si snoda attraverso nove spazi della Galleria, ciascuno dedicato a un aspetto specifico della ricerca di Albertini. Dai vivaci arazzi agli smalti su rame, passando per i gioielli e i legni dipinti, il percorso espositivo esplora l’evoluzione stilistica dell’artista tra gli anni ’60 e gli ’80. I piccoli disegni preparatori, presentati accanto alle opere finali, svelano il processo creativo e l’attenzione meticolosa al dettaglio, un tratto distintivo del lavoro di Albertini.
Gli arazzi, in particolare, sono rappresentano cuore pulsante dell’esposizione, con la loro esplosione di colori e forme ispirate a simboli primitivi, maschere e astrologia. Realizzati con tecniche tessili complesse, essi rappresentano un esempio di come Albertini sia riuscita a trasformare un’antica pratica artigianale in un linguaggio contemporaneo.
Nata a Como nel 1918, Albertini è stata una figura eclettica e pionieristica, attraversando quasi un secolo di arte con un approccio che univa tradizione e innovazione. Dopo aver iniziato la sua carriera negli anni ’40, ha partecipato a eventi prestigiosi come la IX Triennale di Milano nel 1951, che ne consacrò il talento. Negli anni seguenti, la sua produzione si ampliò, includendo smalti, bronzi, sculture e dipinti, senza mai abbandonare la dimensione artigianale che caratterizzava le sue creazioni.
Tra gli anni ’70 e ’90, Albertini si dedicò principalmente agli arazzi e ai lavori tessili, dove sperimentò con materiali e cromie audaci. La sua arte si nutre di archetipi e simboli, che rielabora in chiave moderna per esplorare temi universali come il tempo, l’identità e la relazione tra uomo e natura. La sua ultima fase creativa si focalizza sulla pittura, dove il segno grafico rimane il protagonista, pur aprendosi a un linguaggio più essenziale e contemplativo. Scomparsa nel 2018, la sua opera è stata riconosciuta anche postuma, con i suoi lavori presentati in esposizioni recenti come nella collettiva Astratte. Donne e astrazione in Italia 1930-2000, nel 2022 a Villa Olmo di Como.
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