Meta e Gallery, ovvero MeGa: l’arte nell’epoca digitale

di - 11 Maggio 2025

MeGa, la galleria modulare di Popsophia, sperimenta una realtà parallela, una realtà speculare un “gemello digitale”. Questa replica digitale utilizza un modello avanzato per simulare il suo equivalente nel mondo reale. Il Digital Twin permette di collegare il mondo dell’arte a quello digitale e le nuove forme del virtuale diventano l’occasione per ripensare l’opera d’arte nello spazio immateriale.

Oggi il rapporto con le immagini non riguarda più solo il senso della vista: con il touch screen possiamo toccarle, ingrandirle, modificarle a nostro piacimento. Le immagini sono dunque sempre più vicine e ne facciamo un’esperienza tattile oltre che visiva. Con lo sviluppo degli ambienti virtuali anche lo statuto mimetico dell’immagine tende a scomparire: la distanza tra realtà e rappresentazione, tra originale e riproduzione non esiste più. Nel momento in cui indossiamo un visore VR non siamo ‘davanti’ allo schermo ma ‘dentro’ lo schermo.

MeGa, la galleria virtuale di Popsophia, veduta dall’esterno

Visitando lo spazio virtuale della galleria modulare di Popsophia si fa un’esperienza immersiva che riempie tutto il nostro campo visivo, le immagini sono intorno a noi a 360°. Non esiste più il mondo ‘fuori’: per il tempo della visita, la galleria è l’unica realtà visiva, sonora, spaziale di cui facciamo esperienza. L’immagine fruita tramite il visore ha perso una proprietà che l’ha sempre contraddistinta: la sua cornice. Non è più ‘incorniciata’ e dunque separata dalla realtà che la circonda; con il digitale non c’è nulla di simile alla cornice del quadro o al bordo di una fotografia

«Il virtuale, come mezzo artistico, apre nuove frontiere creative, consentendo agli artisti di suscitare emozioni e di sperimentare forme, materiali e dimensioni che sarebbero difficili o impossibili da realizzare nel mondo fisico. L’arte lascia, deve lasciare, la nostalgia del chiodo e aderire a questa irrealtà, molto più reale delle anacronistiche tele alle pareti» racconta Hermas Ercoli, consapevole che con la galleria si possono accomunare esperienze, idee, emozioni e suoni, mentre si attraversa il tempo passato, presente e futuro.

Dopo la sua nascita, qualche anno fa, oggi a MEGa si accede attraverso il “Limen” o linea di confine. Appena superato si viene accompagnati da “Sophia”, la giovane compagna di viaggio AI. I suoi consigli permetteranno di familiarizzare con i comandi necessari alla navigazione nella galleria, e consentiranno di cogliere tutte le suggestioni del percorso. Si attraversa un lungo androne, un corridoio in continua espansione: sono i “Passages”; passaggi laterali che conducono alle messe in scena presenti e future. Architetture sospese, gradevoli alla vista e piacevoli alla visita, abitate dalla dolcezza inquieta dell’arte. Ciascun complesso ospita sei sale ed una sinestesia; tutte progettate per albergare un’opera, un video, un concetto… Una volta all’interno di ogni sala, si può interagire con l’opera avvicinandosi ad essa e ascoltare le soavi indicazioni di Sophia.

I contenuti si attivano, divengono dinamici; la presenza dello spettatore li rielabora fino ad incontrare la natura ‘recondita’ dell’arte; conoscere, esplorare, interagire con lei. La successione delle sale compone la sintassi della mostra; un allestimento inedito e ancora inesplorato per esporre il pensiero come opera. MeGa garantisce l’integrità della simulazione. Permette non solo di “partecipare” alle azioni della visita, ma di modificarle in tempo reale tramite i movimenti del proprio corpo. Una realtà virtuale in grado di registrare feedback umani e di adattarvisi.

MeGa supera l’eterno “già visto” e si nega all’arte autoreferenziale: è una “mostra della mostra”; un ambiente modulare, mutevole e in costante metamorfosi. MeGa reinventa sé stessa a ogni passo; concretizza l’esperienza intellettuale e genera una personale visione. Rende lo spettatore complice della scoperta amorosa e lo costringe all’imprevisto. MeGa crea e ricrea lo spazio caldo della percezione a dispetto dell’algida memoria computerizzata dell’algoritmo. La sua interattività ti obbliga a una partecipazione mentale, ti stimola al pensiero critico e ti incuriosisce nello stesso tempo.

MeGa, la galleria virtuale di Popsophia, veduta dall’esterno

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