Foto di Camilla Pedretti e Raffaele Riccardelli IG: @camilla.pedretti, @raffaelericcardelli
Sulle strade e sui muri del Municipio 8 di Milano, fino al 12 novembre, sarà possibile fruire È un muro invisibile, l’installazione open air di Arianna Arcara e Sara Leghissa. L’opera fa parte del progetto FOM – Fotografia Open Milano, nato da un’idea di di Camilla Invernizzi nel 2020. Attraverso la fotografia d’autore come strumento e linguaggio per leggere, raccontare e comprendere la realtà, vivendo soprattutto nelle aree interessate da grandi ristrutturazioni urbane le architetture temporanee dei cantieri ospitano la fotografia e diventano come i muri di un museo ma all’aperto. Su questa scia, nasce la collaborazione con Merlata Bloom Milano e Nhood Services Italy, tra i protagonisti degli interventi di trasformazione urbana che stanno interessando il quadrante Nord-Ovest di Milano.
È un muro invisibile prevede oltre 50 fotografie di Arianna Arcara accostate ai poster con le testimonianze della viva voce dei giovani abitanti di questi luoghi raccolte da Sara Leghissa, dando così vita a un percorso di arte urbana che si dispiega tra via Quarenghi, via Gallarate e i muri delle case MM di via Appennini. Immagini e messaggi dal forte impatto evocativo che aprono una finestra sulle vite dei ragazzi e delle ragazze del quartiere. Ne emerge uno spaccato ampio e variegato che interpella i temi dell’identità, della cittadinanza, del tempo libero, della socializzazione e del futuro, mettendo in luce le influenze derivate dalla frequentazione dello spazio, in un momento di rapida trasformazione della città e suscitando un’importante riflessione sulla possibilità di una pianificazione partecipata dello spazio pubblico a uso dei giovani.
Riprendendo le parole dell’assessore alla cultura della città di Milano, Tommaso Sacchi, «Un progetto come questo è in grado di restituire senso e potenziale allo spazio pubblico, che si trasforma in una tela su cui dipingere storie e vite, in un palcoscenico sul quale rappresentare le proprie esigenze, il proprio disagio o i propri sogni, in un vero e proprio centro di ascolto per chi questi spazi li progetta e li realizza, soprattutto nei quartieri in cui sono in corso grandi trasformazioni urbane L’arte negli spazi pubblici ha infatti un portato che va oltre il contributo di bellezza nei luoghi che la ospita, andando a incidere sulle relazioni tra i cittadini e sulla possibilità di espressione e partecipazione di tutti alla vita della città».
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